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Segnali di recupero nell'industria ma livelli pre-Covid ancora lontani

18 settembre 2020 | 16.58
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Proseguono i segnali di ripresa dal comparto industria che, seppur lontani dai tassi pre-Covid, fanno ben sperare per l’atteso ‘rimbalzo’ dell’economia del terzo trimestre, preannunciato dallo stesso ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Un miglioramento congiunturale che non condizionerà la contrazione su base annua che, nella migliore delle ipotesi, dovrebbe avvicinarsi alle ultime previsioni del governo del -8%. Il che è già una buona notizia visti i livelli ben più alti e a due cifre indicati dai previsori internazionali.  

Dopo la risalita della produzione industriale di luglio  (+7,4% su mese ma -8% su anno), registra un rialzo anche il fatturato delle imprese a +8,1% a luglio rispetto a giugno, al netto dei fattori stagionali, segnando il  terzo mese di recupero. Resta su terreno negativo il livello su base tendenziale a - 8,1%. La variazione congiunturale del fatturato riflette risultati positivi registrati sul mercato interno (+9%) ed estero (+6,5%). Per gli ordinativi, invece, la crescita è sostenuta per lo più dalle commesse estere a +7,4%, mentre quelle provenienti dal mercato interno segnano un ben più modesto +1,3%.  Nella media degli ultimi tre mesi l'indice cresce dell'11,1% rispetto ai tre mesi precedenti riducendo il gap rispetto ai livelli precedenti l'adozione delle misure di contenimento della pandemia.  

In recupero anche gli ordinativi di luglio al 3,7%, nella media degli ultimi tre mesi recuperano il 14,8% rispetto; mentre su anno calano del 7,2%.  Un trend quello del comparto industriale che conforta in vista del quadro macro economico della Nota di aggiornamento al Def da trasmettere alle Camere entro il 27 settembre con le nuove stime su pil e conti alla luce dell’evoluzione dell’impatto del Covid.

Il ministro dell’Economia Gualtieri in diverse occasioni ha parlato di un rimbalzo del terzo trimestre che sarà migliore delle attese e di una caduta della crescita annua a una e non a due cifre come stimato da altri istituti internazionali. La Nadef dovrebbe anche contenere la programmazione degli investimenti e delle riforme per i prossimi anni e, a partire dal 2021, un percorso di solido e sostenibile di calo del rapporto debito-pil

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