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Sei condannati a morte per spionaggio in Egitto, due sono reporter di al-Jazeera

07 maggio 2016 | 13.40
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(Fotogramma)

Un tribunale egiziano ha condannato a morte sei persone, tra le quali due giornalisti di al-Jazeera, con l'accusa di aver rivelato al Qatar alcuni segreti di Stato. La condanna sarà sottoposta al mufti d'Egitto, massima autorità religiosa sunnita del paese, che potrà dare il suo via libera o chiedere di bloccarne l'esecuzione. Sulla base del parere del mufti, che non è giuridicamente vincolante, i giudici si esprimeranno nuovamente il 18 giugno. Ai condannati resta comunque una possibilità di ricorrere in appello.

I sei sono coimputati insieme all'ex presidente Mohamed Morsi, ma i giudici hanno deciso di rinviare il suo caso e quello di altri tre coimputati a un'altra udienza, a giugno. Secondo il quotidiano ufficiale al-Ahram, questo fa pensare che non siano orientati a condannarlo a morte.

I condannati sono cinque uomini (Ahmed Abdo Afify, Mohamed Adel el-Kelany, Ahmed Ismail, Alaa Omar e Ibrahim Helal) e una donna, Asmaa El-Khatib. Morsi, destituito a luglio 2013, è accusato di aver trasmesso documenti riservati al Qatar con l'aiuto di collaboratori ed esponenti dei Fratelli Musulmani.

In particolare, l'ex presidente e il capo del suo ufficio, Ahmed Abdel-Ati, sono accusati di aver trasmesso, tra l'altro, informazioni sulle forze armate e sui loro armamenti. I due avrebbero passato i documenti al segretario presidenziale Amin El-Serafy, che a sua volta li avrebbe consegnati a sua figlia Karima, la quale li avrebbe trasmessi ad agenti vicini al Qatar.

Gli altri coimputati sono accusati di aver trasmesso copie dei documenti riservati alla tv al-Jazeera e a uomini dell'intelligence del Qatar. Tre degli 11 imputati vengono processati in contumacia. Si tratta del quarto processo in cui Morsi appare al banco degli imputati dal 2013, con varie accuse. Ha già subito una condanna a morte per la vicenda dell'evasione di massa dal carcere di Wadi Natroun, una condanna a 20 anni di carcere e un ergastolo. Tutte le condanne sono state impugnate.

I due giornalisti di al-Jazeera - tv del Qatar che è stata messa al bando in Egitto per il suo presunto sostegno ai Fratelli Musulmani - sono Alaa Omar Mohammed e Ibrahim Mohammed Helal e sono stati condannati in contumacia.

Secondo l'avvocato di Morsi, Abdel Moniem Abdel-Maqsoud, l'ex presidente "non andrà incontro alla pena capitale, ma all'ergastolo o alla liberazione, perché il suo nome non compare tra quelli inviati al mufti per il suo parere. Anche l'esperto egiziano di affari legali Aly el-Safty ha detto all'agenzia Xinhua che "Morsi non sarà condannato a morte, ma solo a pochi anni di carcere, visto che il suo nome non è tra quelli di chi è stato condannato oggi".

In risposta alle sentenze di oggi, il Partito Libertà e Giustizia, braccio politico della Fratellanza, messo al bando nel 2013, ha scritto sui social network che le sentenze sono state emesse sulla base di accuse "assurde".

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