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Seminari e social network per far conoscere il 'project manager'

15 maggio 2014 | 14.43
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Roma, 15 mag. (Labitalia) - Seminari e social network per 'pubblicizzare' una professione, quella del project manager, difficile da individuare proprio per la mancanza di un albo. "Scegliere un progetto aziendale e portarlo avanti -dice a Labitalia è Eugenio Rambaldi, presidente Assirep (Associazione professionale dei responsabili di progetto-project manager), iscritta al Colap (Coordinamento libere associazioni professionali)- è il compito del project manager, una figura professionale che, in Italia, solo nell'ultimo anno, è stata normata con l'entrata in vigore della legge 4 del 2013 che regolamenta tutte le professioni non iscritte a ordini e collegi".

"Al momento gli iscritti all'associazione - riferisce - sono 600. Tuttavia, le proiezioni sono molto ampie perchè sono molte le persone che possono essere interessate a questo tipo di attività. Il problema per noi -avverte- è che, non essendo una categoria inserita in nessun elenco, non è facile individuare le persone che svolgono questo lavoro. Ma non ci perdiamo d'animo e stiamo organizzando molti seminari e utilizzando i social".

Così, continua Eugenio Rambaldi, "nel momento in cui l'azienda fosse alla ricerca di un project manager professionista, può trovare sulle pagine di Assirep l'elenco delle persone che sono state da noi valutate e che appunto hanno la qualifica professionale prevista dalla legge".

"Ovviamente, abbiamo effettuato una sorta di classificazione interna -precisa- visto che i progetti possono essere grandi medi o piccoli. Abbiamo infatti pensato di creare tre differenti livelli professionali: i professionisti 'senior' che possono essere coinvolti in grandi progetti, i project manager 'standard' e quelli 'junior', che magari possono svolgere attività di assistenti ai progetti o diventare membri di team di progetto".

"Siamo coloro a cui le aziende - spiega - assegnano il compito di portare avanti un progetto e, quindi, di raggiungere un obiettivo. E' una professione molto diffusa perchè, oggi, non esiste azienda che operi senza progetti. Potenzialmente un grandissimo numero di persone, in Italia, svolge questo lavoro, prima della creazione di Assirep, in maniera non riconosciuta".

"Stiamo cercando di aggregare tutti coloro che - fa notare - 'de facto', anche se non sempre contrattualmente riconosciuti, svolgono questo lavoro e far sì che diventi una professione a tutti gli effetti non, quindi, un'attività fatta in maniera più o meno abusiva".

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