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Senato: Matteoli, sì a autorizzazione, mi difenderò in Tribunale

02 aprile 2015 | 10.44
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Dimostrerò la mia onestà in Tribunale. Altero Matteoli vuole chiarezza e chiede all'aula di Palazzo Madama di concedere l'autorizzazione a procedere, confermando quindi la deliberazione della Giunta per le elezioni e le Immunità. che si è espressa a favore della domanda trasmessa a palazzo Madama dalla procura di Venezia.

"Vi chiedo di dare l'autorizzazione a procedere nei miei confronti -ha dichiarato in aula Matteoli - rngrazio i colleghi senatori che mi hanno suggerito di sollevare un conflitto di attribuzione. Io, invece, intendo evitare qualsiasi iniziativa che possa far sorgere delle ombre sul mio operato di ministro e parlamentare. Non voglio uscire da questa vicenda perché non è stata concessa l'autorizzazione a procedere, voglio uscirne andando a processo e deve essere il tribunale a stabilire la mia estraneità alle accuse".

"Desidero sottopormi al vaglio della giustizia, agli accertamenti che, sono certo, saranno svolti con professionalità e indipendenza di giudizio. Chiedo pertanto che l'assemblea del Senato - ha proseguito il senatore di Fi - dia per accolte le conclusioni a cui è arrivata la Giunta e che autorizzi la magistratura a procedere nei miei confronti. Mi difenderò con determinazione e forza perché non ho nulla da temere ed è mia precisa volontà affrontare a testa alta questa vicenda".

Patteggiare è ammissione di colpa, io non lo farò mai

"Ho la certezza che tutto potrà essere chiarito nelle aule giudiziarie. Fin d'ora - ha detto infine il senatore di Fi - voglio che resti agli atti un'altra cosa: Altero Matteoli non patteggerà mai nulla e a nessun costo, perché non si patteggia quando si è innocenti. Patteggiare è un'ammissione di colpa. E non citerò mai la parola prescrizione, perché non accetto di uscire dalla vicenda nemmeno attraverso la prescrizione del reato".

La domanda di autorizzazione a procedere in giudizio è stata formulata dalla Procura di Venezia ed è relativa a fatti di corruzione per la concessione delle opere di bonifica dei siti industriali di Marghera, in violazione della normativa delle gare di appalto, del codice dei contratti pubblici e delle direttive europee.

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