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Senato, Rossi e Causin sì a fiducia: fuori da Forza Italia

19 gennaio 2021 | 22.00
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I due esponenti azzurri votano a favore del governo. Tajani: "Sono fuori dal partito"

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Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin, senatori di Forza Italia, votano la fiducia al governo Conte. Dopo il caso di Renata Polverini, scoppia in particolare quello della senatrice azzurra Rossi, considerata fedelissima di Silvio Berlusconi che ha votato la fiducia insieme al collega Causin.

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Per Rossi si tratta di una defezione che ha del clamoroso, destinata a far discutere all'interno e fuori dal partito. Uno strappo che coglie di sorpresa i vertici di Fi, inaspettato fino ad ora, mentre l'addio di Causin era nell'aria da qualche giorno e la sua assenza dell'Aula sin da stamane non aveva fatto altro che destare sospetti.

"Ho riscontrato nell’intervento del Presidente Conte la volontà forte di apertura di una nuova stagione politica e di ripensare, in modo più incisivo ed efficace l'azione del Governo soprattutto per il contrasto alla pandemia", dice Causin dopo il voto. "Nel momento in cui, sarebbe più facile e comodo fuggire dai propri doveri, stare defilati ed attendere gli eventi, ho deciso di fare un passo avanti. Il mio 'sì' alla fiducia vuole essere un contributo ad aprire una stagione politica nuova in un paese dove in soli 8 mesi, i bisogni e le questioni sociali sono radicalmente mutate", sottolinea.

"Causin e Rossi sono fuori da Forza Italia", dice Antonio Tajani, visibilmente contrariato, spiegando all'AdnKronos che i senatori azzurri che hanno votato la fiducia a Conte sono ormai da considerarsi fuori dal partito.

''Ho conosciuto la Rossi giovane militante di Forza Italia nelle periferie romane. L'ho vista assurgere a ruolo di collaboratrice fidata di Berlusconi. La sua condotta, di cui nessuno aveva sentore, è vergognosa, riprovevole, indegna. Ha fatto bene Tajani ad annunciare la sua immediata cacciata dal partito insieme a Causin", dice all'Adnkronos il senatore Maurizio Gasparri. "Siamo rimasti tutti allibiti -sottolinea l'ex ministro- e ribadisco che si tratta di un comportamento da cialtroni, che offende militanti ed elettori, tanto più che a Rossi è apparsa negli anni passati un elemento di fiducia personale di Berlusconi, prima vittima di questa condotta intollerabile''.

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