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Scuola: Serafini (Snals Confsal), merito e qualità per rilancio

20 settembre 2017 | 12.02
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"Sono segretario generale dello Snals da quattro mesi ma vivo intensamente questo sindacato dal 1979, in vari ruoli. Conosco e ho fatto mio, quindi, il principio dello Snals, quello della meritocrazia. Non una meritocrazia tout court, ma per dare un livello alto di qualità alla scuola, dove il punto focale è un'educazione intesa come preparazione alla vita. Punto di partenza, quindi, è la qualità dell'insegnamento". Elvira Serafini parla con Labitalia del suo nuovo mandato come segretario generale dello Snals-Confsal (Video).

Prima donna a guidare il sindacato autonomo della scuola, 62 anni, tarantina, è stata negli ultimi 10 anni segretario provinciale di Taranto e consigliere nazionale. "L'uomo che ha cultura - sostiene - è l'uomo che sa scegliere, che sa realmente vedere quelle che sono le prospettive migliori per una vita migliore personale e sociale".

"Per questo, il punto di forza del nostro sindacato - spiega - è quello di rilanciare la scuola, rilanciare la cultura e l'interesse a una formazione poliedrica dei nostri alunni, dall'istruzione all'università. Non escludendo nessuno all'interno del comparto, perché ognuno nel proprio settore è importante che agisca per creare un cittadino che fa propri principi morali, culturali, sociali, politici".

Un sindacato, quindi, che, accanto alla tutela del lavoratore, guarda anche alla ricaduta del suo lavoro, "che sia fatto con interesse, con amore e soprattutto con una grande preparazione di base", sottolinea il neo-segretario generale dello Snals. Per questo, avverte, "occorre ridare dignità ai docenti".

"E' un momento di smarrimento: in particolare nell'istruzione, dopo la legge 107, c'è e continuerà a esserci - ammette - una situazione di incertezza, dal dirigente che purtroppo ha dovuto abbracciare spazi che non erano propri, nella chiamata diretta, al docente che si è trovato a dover occupare ruoli che non gli appartenevano. E' certamente una scuola nuova e sicuramente era necessaria una riforma, ma andava fatta una riforma condivisa con le parti sociali, perché noi conosciamo in maniera profonda la scuola italiana, quindi una riforma partecipata e non unilaterale, che ha creato purtroppo momenti di vuoto".

"Il nostro punto di forza - conclude Elvira Serafini - è di cercare di dare input positivi ai tavoli dove siamo chiamati, di dare dei suggerimenti validi. A livello legislativo bisognerà agire con dei decreti per migliorare questa situazione, ma vogliamo che il nostro personale tutto abbia la sua dignità e tranquillità nell'espletamento del proprio lavoro".

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