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Tv: Castellitto psicanalizza Margherita Buy, su Sky torna in Treatment

15 marzo 2017 | 17.34
LETTURA: 7 minuti

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da sinistra Edoardo Gabbriellini, Margherita Buy, Sergio Castellitto, Saverio Costanzo, Hagai Levi, Brenno Placido, Giulia Michelini, Domenico Diele

Sergio Castellitto è a ancora una volta il dottor Giovanni Mari, lo psicoterapeuta di 'in Treatment', la serie televisiva di Hagai Levi riadattata per Sky da Ilaria Bernardini, Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi, Stefano Sardo e diretta da Saverio Costanzo ed Edoardo Gabriellini. Serie prodotta dalla pay-tv per l'Italia e realizzata da Wildeside che giunge ora alla sua terza e ultima stagione perché, come ha detto Andrea Scrosati (Evp Programming Sky) oggi durante la presentazione a Roma, "è un errore distruggere il valore unico che c'è in un'idea, spremendola come un limone" per anni e anni e sottovalutando così la selettività del pubblico.

Anche quest'anno, accanto a Castellitto un cast d'eccezione: Margherita Buy che interpreta Rita, un'attrice in crisi con una sorella malata che si rivolge al dottor Mari per la sua scarsissima autostima; Giovanna Mezzogiorno che è Adele, la nuova e giovane terapeuta di Giovanni Mari che con il tempo imparerà ad apprezzarla; Domenico Diele, nella serie Riccardo, un sacerdote in crisi; Brenno Placido che veste i panni di Luca, un adolescente gay in conflitto con la propria famiglia adottiva; Giulia Michielini che ricopre il ruolo di Bianca, una giovane donna che soffre di attacchi di panico.

La terza stagione sarà trasmessa in prima tv dal 25 marzo ogni sabato con 5 nuovi episodi in esclusiva su Sky Atlantic Hd e Sky Cinema Uno Hd dalle 21,15. I singoli episodi saranno trasmessi anche uno al giorno, dal lunedì al venerdì, nei seguenti orari: alle 19,40 su Sky Atlantic Hd e alle 20,30 su Sky Cinema Cult Hd. In occasione del debutto, per la prima volta, tutti i 35 episodi della serie saranno resi disponibili a tutti clienti Sky con attivo il pacchetto Sky Box Sets, che permette di accedere al catalogo di numerose serie tv con tutte le stagioni complete in modalità on demand sul decoder My Sky.

Una esperienza "emozionante - ha definito la serie il direttore Produzioni Originali per Sky Italia, Nils Hartmann - che non somiglia in nulla al mercato seriale. Emozionante anche perché ha messo insieme molti talenti". Ciononostante "chiudiamo qui la stagione di 'in Treatment' per una questione di pancia. Potevamo andare avanti all'infinito ma noi non siamo quel modello di televisione e la serie finisce qui, nella maniera più perfetta possibile".

"Peccato che sia l'ultimo anno ma mi rendo conto che la forza di 'in Treatment' è proprio quella di concludersi, cosa che non fa la psicoanalisi che non si conclude mai", gli fa eco Castellitto che ha sottolineato la bravura degli attori che hanno lavorato con lui e "lo straordinario lavoro di scrittura. Un lavoro che soffre nel nostro cinema e che tanto più è fondamentale in una serie come questa dove le immagini sono nascoste dietro e dentro le parole". Per tutto il cast infatti è stato un grande lavoro di recitazione con ciak di 30-35 minuti, molto impegnativi per la memoria.

Un lavoro "duro" dice Castellitto, anche se aggiunge: "Mi sono divertito come un pazzo. 'In Treatment' è l'esaltazione del nostro lavoro. Recitare è un gesto psichico e un gesto confessionale. I personaggi sono i cavalli di Troia in cui ci accoccoliamo. Da questa serie mi porto via una bellissima nostalgia. Fare un film, infatti, vuol dire passare molti giorni accanto ad altre persone. Giorni che abbiamo trascorso insieme in modo vitale, energetico". "L'ambizione di ogni giorno - ha raccontato Saverio Costanzo - è stata girare ogni giorno in piano sequenza e come se fossimo in presa diretta".

Una bella fatica su cui ha scherzato Margherita Buy: "Non ho dormito tutte le domeniche prima della puntata". Poi, seria, ha rimarcato: "E' stata una prova importante e molto interessante, una sfida con te stesso, perché sai che andrai a fare una cosa difficile, c'è un grosso impegno che riguarda la memoria e ogni lunedì c'è questo plotone che ti attende. Penso che non ci sia stato niente di peggio!". Ma non è detto: "Sono anni che vorrei fare una puntata tutta in presa diretta. Propongo a Sky di fare una miniserie tutta così il prossimo anno", ha esordito Lorenzo Mieli (Wildside).

Intanto, ad oggi, 'in Treatment' è un successo incassato."'In Treatment' - ha argomentato Scrosati - è un atto d'amore per la scrittura, per la regia, per la recitazione, dove la dinamica nasce con uno sguardo, è la serie che ha avuto il più ampio numero di visioni on demand e di download, anche in mobilità su Sky Go. Questo perché la serie si presta esattamente ad una visione non lineare. La novità di quest'anno, infatti, è che per la prima volta metteremo tutte le puntate della serie su Sky Box Sets già dal 25 marzo".

L'altra novità è la creazione di due nuovi personaggi, Padre Riccardo e Bianca, che arricchiscono l'adattamento italiano con due caratteri completamente inediti rispetto a tutte le altre versioni della serie israeliana. E' la prima volta che ciò che accade in quella che è stata definita la miglior versione internazionale del format 'Be Tipul' dal suo stesso creatore Hagai Levi.

E Levi, presente in conferenza stampa, non ha lesinato complimenti: "Ringrazio ed esprimo la mia più grande ammirazione anche per essere riusciti a realizzare questa terza edizione. Io non ce l'ho fatta! Mi sono fermato alla seconda. So quanto impegno abbia richiesto e quanto sia stato difficile per Sergio sedersi per anni su quella sedia. Il mio attore originale che vestiva i panni dello psicologo (Assi Dayan nei panni di Reuven Dagan nella serie BeTipul, ndr), la definiva sedia elettrica".

"Sono certo che l'adattamento italiano sia stato il migliore - ha ribadito il regista israeliano - Si trattava di prendere degli archetipi, dei personaggi e trasformarli in qualcosa che avesse un rapporto più stretto con la situazione italiana. Ora non vedo l'ora di vedere la terza stagione perché sarà davvero quella originale" con personaggi completamente nuovi. Terza e ultima stagione, come è stato "giustamente" deciso, secondo Hagai Levi perché "non si tratta di un format, come ad esempio 'X Factor' dove puoi portare ogni anno nuovi personaggi, ma si tratta della storia di uno psicoanalista" che ha i suoi dubbi e "il dubbio non può andare avanti all'infinito".

Sulla parola 'fine', c'è anche un altro punto di vista: "In realtà non è vero che finisce qui - ha osservato Castellitto - Ci saranno 105 pagine, 105 episodi che mi piace chiamare pagine di un grande libro che si può rileggere tutte le volte che si vuole. La fruizione, infatti, è ormai cambiata e gli episodi potranno essere guardati molte volte scoprendo così sfumature che non si erano colte prima. Sono tutti lì, sulla piattaforma!".

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