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Sesso, appello ginecologo: "Ragazze tenete in casa la pillola del giorno dopo"

18 marzo 2014 | 18.24
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Milano, 18 mar. (Adnkronos Salute) - "E' meglio che le ragazze a rischio di gravidanze indesiderate tengano in casa una confezione di pillola del giorno dopo". E' il consiglio di Annibale Volpe, past president della Società italiana di contraccezione, intervenuto martedì a Milano alla presentazione di un decalogo sui falsi miti della contraccezione ormonale, lanciato dalla Sic per abbattere la diffidenza delle donne italiane verso la pillola.

Parlando della contraccezione di emergenza, Volpe racconta che "capita spesso che le ragazze abbiano bisogno della pillola del giorno dopo nel weekend, magari in orari notturni, e che diventi difficile per loro procurarsela. Molte volte si presentano il sabato notte in pronto soccorso o dal medico di guardia che è preso da mille cose, e aspettano anche 4-5 ore per ottenere una prescrizione. Per questo forse è meglio che la tengano in casa. Anche perché prima si prende e più efficace è la sua azione. Io - spiega lo specialista - ad alcune mie pazienti più a rischio di gravidanze indesiderate la prescrivo per far sì che in caso di bisogno l'abbiano già a disposizione".

L'invito di Volpe resta comunque quello di "aumentare l'uso della pillola anticoncezionale". In Italia, ricorda, "si sono dimezzate le interruzioni volontarie di gravidanza arrivando a quota 110 mila l'anno, però negli ultimi 4 anni si registra un aumento continuo fra le adolescenti. Va ricordato che il 70-80% delle gravidanze indesiderate finiscono con una Ivg. Intervento che, al di là delle considerazioni etiche e personali, ha anche un costo".

Nel Belpaese, osserva l'esperto, "si vendono 350mila confezioni di pillola del giorno dopo in un anno, in Francia il doppio". Adesso "anche l'Aifa - ricorda - ha confermato che la pillola del giorno dopo non è abortiva", con la revisione della scheda tecnica del farmaco a base di levonorgestrel (è stata cancellata la vecchia dicitura "potrebbe anche impedire l'impianto", sostituendola con "inibisce o ritarda l'ovulazione").

"Sono cose che diciamo da 10 anni, come Sic abbiamo pubblicato due position paper - spiega Volpe - E anche l'Oms l'ha scritto nel 2011". Per questo farmaco il 'fattore tempo' e' importante. "E' necessario che la paziente" in caso di rapporto a rischio "l'assuma il più presto possibile. In Italia l'80% riesce a prendere la pillola del giorno dopo nelle prime 24 ore, unico dato in linea con il resto d'Europa", riferisce Volpe. Quanto all'obiezione di coscienza, osserva, con la svolta dell'Aifa e il 'bugiardino modificato' "non esiste più. C'è per il medico la possibilità di appellarsi alla 'clausola di coscienza', rifiutandosi di dare una terapia se è contraria a quello che ritiene giusto, ma ha l'obbligo di indicare il posto più vicino dove c'è il medico che la prescrive. Comunque fino a qualche anno fa, per le ragazze, c'erano piu' difficolta' legate all'obiezione di coscienza. Oggi succede meno". Quanto alla pillola dei 5 giorni dopo "è più efficace ma poco utilizzata. L'Italia è l'unico di 64 Paesi in cui serve il test di gravidanza per averla. Il medico deve registrare che è positivo", spiega.

La Società italiana di contraccezione sfata poi alcuni falsi miti sulla pillola contraccettiva: non fa ingrassare, non fa venire il cancro, non toglie il desiderio sessuale, non rende meno fertili, non peggiora l'umore. "Oggi - avverte Volpe - solo poco più del 16% delle donne vi fa ricorso nel nostro Paese" contro una media europea del 21,4%, "e la percentuale è diminuita rispetto allo scorso anno". Tra i freni ci sono anche i 'falsi miti', elencati dagli esperti nel decalogo. Al primo posto il cancro. Gli specialisti spiegano che in realta' l'attivita' degli estro-progestinici e' protettiva nei confronti di alcuni tumori. "Studi clinici di grande rilevanza hanno dimostrato come siano efficaci nel prevenire il tumore all'ovaio, all'endometrio e al colon retto", spiega Franca Fruzzetti, della Clinica ostetrica e ginecologica dell'ospedale S. Chiara Universita' di Pisa. "Nel caso del carcinoma endometriale e di quello all'ovaio il rischio si riduce addirittura del 50% e l'effetto protettivo persiste per più di 20 anni dopo la sospensione e nel corso della post menopausa".

Uno studio inglese condotto su oltre 300mila donne seguite per 39 anni, aggiunge Volpe, "ha inoltre dimostrato che la pillola non solo riduce la morbilità e mortalità per tumori, ma anche la mortalità in generale per qualunque causa. Da non dimenticare poi che la pillola è in grado di curare l'endometriosi, patologia che colpisce una donna su 10 (3 milioni in Italia) e potrebbe contribuire a prevenirla".

Nel Paese, puntualizza, "purtroppo permangono alcuni falsi miti di natura sociale e culturale che finora hanno limitato l'assunzione dei contraccettivi orali e dunque dei loro benefici". E per far sì che il messaggio faccia breccia nell'universo femminile la Sic punterà "sui social network, un nuovo sito e opuscoli informativi chiari e fruibili da distribuire per esempio in farmacia". Quanto alla trombosi venosa, si legge nel decalogo, "l'Ema e l'Aifa hanno recentemente confermato che la pillola aumenta il rischio", ma questo aumento "è basso in termini numerici (circa 10 volte meno che in gravidanza) e dipende dalla dose e dal tipo di estrogeno presente nel composto e dal tipo di progestinico. Con le pillole che contengono estradiolo i dati di laboratorio dimostrano un rischio più basso, anche se mancano i dati epidemiologici". Nel decalogo si "sfata anche il mito" che la pillola non e' adatta alle giovanissime. "Anzi - spiega Volpe - va assunta appena si comincia ad avere rapporti". Altre informazioni da 'rettificare', elencano gli specialisti quelle secondo cui la pillola toglie desiderio sessuale, non va bene prenderla in pre-menopausa, l'amenorrea provocata è pericolosa, non va bene per chi ha il ciclo mestruale irregolare.

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