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Sesso: 'malato' per oltre 30% giovanissimi italiani, fertilità a rischio

07 maggio 2014 | 14.03
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Padova, 7 mag. (Adnkronos Salute) - Fertilità a rischio già a 18 anni per i giovanissimi italiani. Uno su 3, infatti, presenta problematiche come varicocele, disturbi sessuali, infezioni del tratto genitale o altre problematiche. E' il bilancio della terza edizione di Adrolife, progetto nato in Veneto ma 'esteso' anche al resto d'Italia grazie a mail e telefonate, e promosso dalla Fondazione Foresta Onlus e dalla Siams (Società italiana di andrologia e medicina della sessualità), con testimonial l'attore Alessandro Gassman.

"Nei giorni dedicati alla campagna - riferisce Carlo Foresta, ordinario di endocrinologia dell'Università di Padova - 2.500 giovani veneti hanno contattato i medici, 1.500 hanno ottenuto consulenze telefoniche, 950 hanno prenotato visite specialistiche, mentre 850 mail sono state inviate per richiesta di consigli e chiarimenti". Inoltre sono arrivate 21.832 telefonate dal resto d'Italia, con 5 mila mail e 4.125 visite prenotate. Dalle visite effettuate, gli esperti hanno notato come "oltre il 30% dei giovani presentava manifestazioni andrologiche cliniche". Per lo più varicocele (31%), ma anche infezioni del tratto genitale (12%), problematiche sessuologiche (15%, un dato in aumento), riduzione volume del testicolo (7%), criptorchidismo (2,5%) e addirittura neoplasie testicolari (1%).

"Questi risultati - spiega Foresta all'Adnkronos Salute - sono stabili negli anni, e dimostrano come già a 18 anni è possibile rilevare patologie del sistema riproduttivo che, se individuate precocemente, possono essere trattate per evitare che, in età più adulta, il potenziale di fertilità sia definitivamente compromesso. E che si debba ricorrere a tecniche di procreazione medicalmente assistita che richiedono importanti risorse economiche, ma soprattutto grandi coinvolgimenti psicologici ed emotivi della coppia". Il problema è anche legato al fatto che oggi, 'sparita' la visita di leva, gli adolescenti dopo il pediatra affrontano un periodo 'grigio' e sfuggono ai controlli.

Per questo la Fondazione Foresta Onlus, in linea con la Siams, consiglia a tutti i diciottenni una visita medica dell'apparato riproduttivo e l'esecuzione dell’esame del liquido seminale, "come antidoto alla fecondazione in provetta". Anche perché il tasso di fecondità (il numero medio di figli per donna), si è fortemente ridotto negli ultimi anni in Italia e in molti Paesi d'Europa come Spagna, Germania, Olanda. Nei Paesi europei il tasso di fecondità si attesta su una media di 1,6 figli con punte più basse in Italia (1,42) e in Germania (1,38).

"Contemporaneamente - riflette Foresta - si osserva un aumento dell'infertilità di coppia, anche perché le donne cercano figli in età sempre più avanzata", fattore accompagnato da una via via più ridotta produzione di spermatozoi negli uomini. "Tanto che James W. Vaupel, direttore del Max Planck Institute for Demographic Research di Rostock in Germania, sostiene che, in base al trend di questi anni, entro la fine del secolo la popolazione italiana sarà di appena 10 milioni, contro gli attuali 60 milioni".

Il progetto 'Androlife' mira a preservare la fertilità nei giovani. "Ma ci rivolgiamo anche ai medici di famiglia - conclude Foresta - perché con la loro collaborazione si cerchi di dare una risposta stabile e strutturata a questi ragazzi, che hanno superato l'età del pediatra, al di là delle campagne come la nostra".

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