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Setta 'diavolo-vampiro', nuovi particolari

16 febbraio 2020 | 10.53
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Si fanno avanti altre tre persone

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(Foto Fotogramma)

Altre tre vittime accertate, oltre a numerose nuove segnalazioni su cui sono ancora in corso verifiche. Nuovi sviluppi nell'inchiesta della Dda fiorentina e della squadra anti sette della questura di Firenze sulla congrega del 'diavolo-vampiro', la presunta setta satanica - con base nella provincia di Prato - guidata da un ragazzo russo di 23 anni in cui, secondo le accuse, si praticavano rituali esoterici e abusi sessuali anche su minori.

Oltre alle 4 vittime individuate durante i primi accertamenti, culminati con le perquisizioni della scorsa settimana, altre tre persone si sono presentate negli uffici della questura di Firenze, riferisce 'La Repubblica', per denunciare abusi e ricatti psicologici: testimonianze drammatiche, durante le quali le vittime si sono mostrate terrorizzate per le possibili ritorsioni del giovane leader (al momento l'unico indagato con le accuse di riduzione in schiavitù e violenza sessuale) e degli altri membri della setta.

In attesa di raccogliere nuove testimonianze - una ventina le persone che hanno preso contatto con la questura negli ultimi giorni - la squadra mobile è ora al lavoro per cercare riscontri alle nuove accuse.

Secondo quanto emerso il cittadino russo, studente universitario, agganciava i potenziali adepti sui social network. Li suggestionava convincendoli di essere dei prescelti e li legava a sé con un patto di totale obbedienza, ricorrendo a trucchi di magia per persuaderli dei propri poteri o a messinscene come fingere di farsi uccidere da due complici per poi resuscitare.

Durante i rituali, scrive nel decreto di perquisizione il sostituto procuratore della Dda fiorentina Angela Pietroiusti, dava morsi sulle braccia delle vittime "causando dolori persistenti e cicatrici", tutto per "aumentare le loro potenzialità e per riattivare l’essenza di lupo mannaro e vampiro delle loro vite precedenti".

Con la scusa di recuperare i ricordi delle vite passate, faceva inalare incensi e cristalli. In quasi in tutte le occasioni gli incontri terminavano con il rituale dello "sblocco sessuale", con cui ragazzi anche minorenni venivano spinti ad avere rapporti omosessuali

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