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Turchia: nuovo codice di abbigliamento, sì al velo a scuola no al trucco

27 settembre 2014 | 15.40
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Nuovo codice di abbigliamento per le scuole turche. E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il contestato decreto con cui il governo di Ankara ha abolito il divieto per le giovani di indossare il velo islamico tra i banchi delle scuole medie e superiori e al contempo proibito alle studentesse di truccarsi, a tutti di sfoggiare tatuaggi o piercing.

Gli studenti, si legge sul sito web del giornale Hurriyet che riporta le nuove regole, "devono presentarsi a scuola con il volto visibile: non possono usare sciarpe, berretti, cappelli, borse o altri accessori con simboli politici o scritte; non si possono tingere i capelli, non possono avere tatuaggi né sfoggiare il trucco; non possono avere piercing, né baffi né barba".

Il velo resta proibito fino alle scuole elementari. La decisione del governo era stata annunciata lunedì dal vice premier Bulent Arinc e aveva subito scatenato non poche polemiche poiché il divieto di indossare il velo a scuola è uno dei pilastri dello stato laico voluto dal fondatore della Turchia moderna, Musfata Kemal Ataturk.

Finora il 'turban', come viene chiamato il velo islamico in Turchia, era ammesso solo nelle scuole religiose (Imam-hatip). Nelle università il divieto era stato abolito con una riforma costituzionale adottata nel 2008 dal governo islamico dell'allora premier e attuale presidente Recep Tayyip Erdogan. Ma dopo poco intervenne una sentenza della Corte Costituzionale che annullò il provvedimento. Di fatto, comunque, l'uso del velo è ormai tollerato negli atenei, come in molti uffici pubblici e in Parlamento.

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