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Si sveglia dal coma e accusa: "Volevano uccidermi"

09 aprile 2018 | 08.37
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(FOTOGRAMMA)

Un polmone perforato, 24 fratture e una ferita alla nuca. Quando Giovanni Antonio Pedranghelu si è svegliato dal coma in ospedale ha capito che non era rimasto vittima di un incidente stradale, come credeva inizialmente. Qualcuno aveva provato a ucciderlo.

Proseguono così le indagini dei carabinieri sull’episodio che il 18 marzo scorso ha coinvolto l'allevatore 36enne di Nughedu San Nicolò (Sassari): per le lesioni riportate si starebbero ipotizzando una denuncia per lesioni stradali colpose e omissione di soccorso, contro ignoti.

LA RICOSTRUZIONE - Il quadro sarebbe però più complesso. L’uomo avrebbe trascorso l’intera serata del 17 marzo girovagando per i bar di Nughedu, consumando "smodate quantità di alcol" con amici. Nel corso delle prime ore della notte avrebbe incontrato un amico con il quale si sarebbe allontanato da un bar.

I carabinieri stanno cercando di ricostruire l'esatta dinamica della serata fino al suo incidente, dopo il quale Pedranghelu è stato portato all’ospedale di Ozieri e poi trasferito a Sassari, dov’è tuttora ricoverato.

IL RACCONTO - Due settimane fa, racconta 'L'Unione Sarda', il 36enne è stato trovato di notte in una strada di campagna esanime. Un automobilista che si trovava da quelle parti lo ha notato e ha chiamato i soccorsi. "È rimasto privo di sensi, ferito e al freddo, per un'ora. Buttato a terra come uno straccio - dice Antonio Secci, l'avvocato del giovane -. Chi lo ha investito lo ha gettato oltre un muretto, facendogli fare un volo di tre metri. Per fortuna è stato notato e soccorso. A detta degli stessi medici è un miracolato".

Al risveglio dal coma il 36enne, "terrorizzato" per quanto accaduto, si è ritrovato con 24 fratture e un polmone perforato. "Quando è tornato in sé - spiega ancora il legale - aveva solo ricordi confusi. L'ultima immagine che aveva in mente era quella dei fari di un'auto. Dunque il sospetto è che fosse rimasto vittima di un incidente stradale. Ma progressivamente i ricordi sono riaffiorati. E quell'abbaglio è diventato un veicolo che lo travolgeva, passandogli sopra".

I SOSPETTI - "Ma ciò che insospettisce e su cui si dovrà fare chiarezza è il trauma che ha alla nuca - prosegue l'avvocato -. Ci chiediamo: l'ha rimediato durante l'investimento oppure è stato prima tramortito con un corpo contundente e poi investito e gettato per strada da qualcuno che pensava di essere riuscito a ucciderlo?".

Per ottenere ulteriori elementi utili alle indagini, la Procura potrebbe incaricare un medico legale per effettuare accertamenti sulle ferite del 36enne. Inoltre, l'avvocato del giovane ha annunciato che darà mandato a un consulente per eseguire nuove perizie. "Vogliamo arrivare al più presto alla verità - conclude il legale -. I sospetti ci sono, ma le indagini devono fare il loro corso".

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