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Sicilia: indagine Corte conti su gruppi Ars, trenta giorni per chiarire

27 marzo 2014 | 13.52
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I gruppi parlamentari dell'Assemblea regionale siciliana a cui la Corte dei conti ha mosso dei rilievi per oltre due milioni di euro, avranno trenta giorni di tempo per rendere i propri chiarimenti ai giudici contabili. E' quanto prevede il provvedimento emesso ieri sera dalla sezione di controllo per la Regione siciliana e anticipato dall'Adnkronos. "Non appare ultroneo precisare - si legge nel provvedimento - che la documentazione da regolarizzare dovra' essere ritrasmessa con tutte le attestazioni, precisazioni e integrazioni richieste".

La Corte dei conti chiede dei chiarimenti su numerose spese dei rendiconti 2013 riguardanti tutti i 12 gruppi parlamentari. Dal mezzo milione di euro contestate al Pd verso il Ppe per le spese di personale e a cui chiede l'elenco del personale in servizio nel 2013, la copia dei contratti di lavoro, la copia dei cedolini, alla missione compiuta nel giugno 2013 da sei deputati del M5S a Bruxelles. La Corte dei conti chiede ai grillini che occorre "precisare la motivazione del viaggio in relazione ai compiti svolti, all'interno del gruppo parlamentare, dai singoli partecipanti alla missione stessa".

L'inchiesta della Corte dei conti ha preso il via dopo avere ricevuto, los corso 28 febbraio, i rendiconti della gestione dei contributi ricevuti per l'esercizio 2013 dai dodici gruppi parlamentari Ars. "Il controllo deve riguardare non solo la regolarita' contabile del conto ma anche l'inerenza della spesa all'attivita' del gruppo parlamentare, in quanto l'impiego delle risorse pubbliche presuppone sempre la finalizzazione a un interesse pubblico che non puo' che fare riferimento alle funzioni assegnate ai gruppi parlamentari".

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