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Migranti, 30 morti su peschereccio.

30 giugno 2014 | 08.28
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Il decesso degli immigrati potrebbe essere stato causato dalle esalazioni tossiche prodotte dal motore o per asfissia. Juncker valuta un commissario ad hoc. Mogherini: "Imperativo morale salvare vite in mare. Italia sola". Salvini: "Renzi e Alfano sporchi di sangue"

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(foto Marina Militare)

Ancora una tragedia dell'immigrazione. Un peschereccio, con a bordo 590 migranti tra i quali 30 morti, è stato soccorso nel canale di Sicilia dalla nave 'Grecale' della Marina militare. Gli immigrati potrebbero essere deceduti per le esalazioni tossiche prodotte dal motore o per asfissia: i loro corpi sono stati trovati in una parte angusta dell'imbarcazione. Sul motivo del decesso in ogni caso non ci sono ancora certezze.

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Dei migranti che viaggiavano sul peschereccio, 353 sono arrivati nel porto di Pozzallo, nel ragusano, a bordo della nave 'Chimera' della Marina Militare. Gli altri che si trovano invece sulla nave 'Grecale', oltre al barcone con le vittime, arriveranno martedì intorno a mezzogiorno.

Il sindaco di Pozzallo, Luigi Ammatuna, ha reso noto che circa 20 dei 30 migranti morti saranno sistemati in una cella frigorifera, larga 4 metri per 3, di proprietà della Protezione Civile della Provincia di Ragusa. Gli altri cadaveri saranno invece accolti negli obitori di altri Comuni del ragusano che hanno dato la loro disponibilità come auspicato dal primo cittadino di Pozzallo.

Il premier Matteo Renzi, prima dell'inizio del Consiglio dei ministri, ha tenuto un vertice sull'immigrazione. Erano presenti i ministri dell'Interno Angelino Alfano, della Difesa Roberta Pinotti, degli Esteri Federica Mogherini, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Del Rio.

Al termine del Cdm, Renzi ha sottolineato che la giornata "naturalmente è stata segnata dal dibattito sull'immigrazione e dal dolore per ciò che accade nel nostro mare, ma anche dalla convinzione per il grande lavoro che stiamo facendo. Quanti sarebbero i morti se non avessimo fatto le cose che abbiamo fatto?" si è chiesto il premier.

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