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Sicilia: robot Da Vinci debutta in ginecologia oncologica a Villa Sofia Palermo

02 maggio 2014 | 17.31
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Palermo, 2 mag. (Adnkronos Salute) - Il robot-chirurgo Da Vinci sarà impiegato negli interventi di ginecologia oncologica nell'ambito delle procedure di fertitlity sparing' (conservazione della fertilità in giovani paziente affette da neoplasia) e 'nerve sparing' (preservazione delle funzioni neurologiche viscero-pelviche) all'ospedale Villa Sofia di Palermo. Lo prevede un progetto ad hoc, parte dei Progetti Obiettivo di Piano sanitario nazionale-intesa Stato-Regione 2014, che nasce da una partnership tra l'azienda ospedaliera Ospedali Riuniti Villa Sofia Cervello' e l'azienda ospedaliera universitaria 'Policlinico Paolo Giaccone' di Palermo, ed è aperto a tutti coloro che intendono adottare questa tecnologia in chirurgia. Sarà creato infatti un sistema a rete integrato a favore di tutto il territorio provinciale: il robot non sarà quindi un bene a uso esclusivo dell'Ao Villa Sofia-Cervello ma anche degli altri ospedali dell'area metropolitana di Palermo.

Il progetto prevede anche specifica formazione di équipe dedicate (medici, infermieri, personale di sala), al fine di implementare in Regione Sicilia l'Health Tecnology Assessment. Il robot, già impiegato presso l'azienda palermitana in chirurgia generale, urologia e otorinolaringoiatria, nel primo anno di start up ha totalizzato 180 interventi mini-invasivi di alta complessità rispettando la media nazionale rispetto ad altri centri ospedalieri come Modena, Cagliari e Napoli.

"Intanto, per contenere i costi di gestione del robot Da Vinci - spiega il commissario straordinario dell'Ao Ignazio Tozzo - abbiamo chiesto alla ditta fornitrice che siano contenuti i costi modificando le condizioni di noleggio e si sta predisponendo un sistema a rete integrato a favore di tutto il territorio provinciale. A questo si sta già lavorando con un piano di progetto regionale ad hoc, a valere dei fondi degli obiettivi di piano sanitario regionale. Il robot contribuisce a proiettare il nostro sistema regionale verso modelli già ben collaudati in altre regioni del Nord, contribuendo a ricondurre nel nostro territorio una domanda sanitaria che sino ad oggi ha trovato soddisfazione altrove".

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