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Formazione: Sidoli, imprese, scuole e istituzioni dialoghino sempre di più

27 febbraio 2016 | 07.57
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La multinazionale del tabacco, presente nel bolognese dal 1963, nel 2014 ha avviato un investimento di 500 milioni di euro per un nuovo stabilimento produttivo a Crespellano

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Che il sistema formativo dell’Emilia-Romagna funzioni lo confermano anche le imprese. “È una delle ragioni per le quali abbiamo investito a Bologna”, ha dichiarato Eugenio Sidoli, amministratore delegato e presidente di Philip Morris Italia. La multinazionale del tabacco, presente nel bolognese dal 1963, nel 2014 ha avviato un investimento di 500 milioni di euro per un nuovo stabilimento produttivo a Crespellano, che sarà concluso per l’estate. “Abbiamo sempre riconosciuto a Bologna un’eccellenza sul fronte delle politiche educative, è un territorio dove le competenze tecniche sono alte e le istituzioni collaborano, c’è dialogo e ascolto. Questo per noi è ottimo, siamo un’impresa globale e abbiamo delle aspettative, naturalmente”.

A Bologna Philip Morris ha rapporti consolidati con istituti e facoltà tecniche, con iniziative per avvicinare gli studenti al mondo dell’impresa “che possono trasformarsi in impiego a tempo indeterminato. E una volta dentro l’azienda, la formazione continua” aggiunge Sidoli, riferendosi ai programmi di apprendimento continuo e di “talent development”, alla job rotation (circa il 10% dei dipendenti ogni anno è coinvolto in cambi di ruolo) e agli “acquisti di pacchetti formativi” con lezioni per il management tenute dagli esperti di Nomisma e della Bologna Business School, il cui ruolo “è fondamentale per attrarre imprese come la nostra”.

Portare la scuola in azienda e le aziende nelle scuole è anche il messaggio di Andrea Pontremoli, amministratore delegato di Dallara Automobili. “I professori devono sapere cosa fanno le aziende e come funzionano le fabbriche, ho l’impressione che molti abbiano ancora in mente ‘Tempi moderni’ di Charlie Chaplin”. D’altra parte, “noi imprenditori dobbiamo andare nelle scuole”. Nel parmense, la Dallara ha contribuito a creare un liceo delle scienze applicate e un istituto per la formazione superiore: “Quando è finito il primo corso, noi aziende abbiamo fatto l’asta per assicurarci gli studenti - ha concluso - Se scuola e imprese si mettono insieme, possiamo fare la differenza”.

“Quello dell’Emilia-Romagna è un sistema che funziona”, ha detto l’assessore regionale a Scuola e formazione professionale, Patrizio Bianchi, a margine della tavola rotonda pomeridiana su “Persone, lavoro, produzione e territorio” che ha visto la partecipazione di rappresentanti delle imprese (Eugenio Sidoli, Philip Morris Italia; Andrea Pontremoli, Dallara Automobili e Sara Roversi, You Can Group) e della cultura (Gianluca Farinelli, Fondazione Cineteca di Bologna). “Il nostro è un sistema formativo integrato verticalmente, che parte dai ragazzi di 14 anni, quelli a rischio di dispersione, fino al dottorato e, addirittura, il post-dottorato - ha spiegato Bianchi - Non solo, è un sistema integrato anche orizzontalmente: le scuole pubbliche, le scuole private, i centri di formazione, i centri dentro le imprese”.

Per coinvolgere le aziende e tutti gli attori sociali, la Regione Emilia-Romagna ha costituito “Er Educazione Ricerca Emilia-Romagna”, un’infrastruttura educativa e formativa “sintonizzata con l’evoluzione del mercato del lavoro” che promuove la collaborazione tra mondo della formazione e delle imprese, in modo da far incontrare domanda e offerta di lavoro.

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