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Teatro: Simona Marchini torna al Sistina con 'La Mostra'

12 novembre 2014 | 16.38
LETTURA: 5 minuti

Dal 19 al 30 novembre al Sistina di Roma per la regia di Gigi Proietti: "E' uno spettacolo di contaminazioni di generi, di stili, di modi". La protagonista: "Tra una risata e l’altra, quello che vogliamo lanciare è un messaggio d’amore. Di orgoglio e di appartenenza a questo meraviglioso Paese, fatto di cultura e di bellezza"

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Simona Marchini e Gigi Proietti (Foto di Musacchio e Iannello)

Uno spettacolo che parla di arte, fatto di arte, rivolto all'arte. E' 'La Mostra', il lavoro con cui Simona Marchini torna al Teatro Sistina dal 19 al 30 novembre. Diretto da Gigi Proietti, ripercorre la vita intensa dell'attrice, conduttrice e regista romana. Aneddoti che rincorrono altri aneddoti dando vita a un racconto che si snoda, ironico, ma anche pungente e riflessivo attraverso le maschere e i personaggi che Marchini ci ha saputo regalare nel corso di una meravigliosa carriera, e attraverso i ricordi legati alla Galleria d’Arte 'Nuova Pesa'. Monologhi intervallati da immagini di quadri e da suggestivi momenti musicali con canzoni dal vivo. Il risultato è uno show leggero e divertente, che fa sorridere, ma anche riflettere.

Simona Marchini guarda il pubblico e pone domande. L’arte, s’interroga, è utile o inutile? “Naturalmente – spiega – è una provocazione perché sostengo che l’arte sia fondamentale. Ma, tra una risata e l’altra, quello che vogliamo lanciare è un messaggio d’amore. Di orgoglio e di appartenenza a questo meraviglioso Paese, fatto di cultura e di bellezza. Dobbiamo essere piccoli guerrieri animati da uno spirito di rinascita e di ricrescita lavorando sul senso di bellezza e di cultura. Spero che il mio spettacolo, divertendo, riesca a mettere nel cuore delle persone un piccolo seme di consapevolezza e voglia di cambiare. Ne abbiamo tanto bisogno”.

Simona Marchini è cresciuta - si può dire - a 'pane e arte'. Suo padre Alvaro - che di mestiere faceva il costruttore - fondò la Nuova Pesa nel 1959, una storica galleria romana che chiuse i battenti nel 1976. "Ricordo quando a 15 anni cenai con Marc Chagall... che emozione", racconta durante la conferenza stampa.

Proietti, uno spettacolo di contaminazioni di generi, di stili, di modi

Così lei a metà anni Ottanta ha aperto un suo centro culturale ed espositivo che riprende quella denominazione in omaggio al padre. Inizia così la sua attività di gallerista e di promotrice di iniziative legate alla musica, al teatro e alla letteratura ospitando una serie di dibattiti, dalla filosofia alla poesia, con il contributo di allora giovani intellettuali, oggi tra i più stimati del panorama culturale, italiano e internazionale.

"Si tratta di uno spettacolo di contaminazioni di generi, di stili, di modi... anche perché io ci campo con questa cosa qua, dai tempi di 'A me gli occhi, please'. E credo che questi generi diversi qui si amalgamano bene", dice Gigi Proietti che sottolinea: "Parlare di arte non è per forza noioso, anzi tutt'altro, è anche esaltante. E Simona ha questa grazia, questa capacità comunicativa che all'interno di questa congerie di cose, di suoi personaggi e canzoni, viene fuori anche il suo modo di chiederci: ma l'arte è utile o no? Ma soprattutto cos'è?".

"Quindi niente di più facile - conclude Proietti - di trovare un'ambiente che per lei è naturale, una galleria d'arte in quanto lei ne è responsabile, una galleria molto importante per la nostra città. Quindi raccontiamo cos'è l'arte, cos'è una galleria ma anche tra le pieghe Roma, che al Sistina non guasta".

Allestita una mostra all'interno del teatro

Nel corso della sua lunga attività espositiva la 'Nuova Pesa' ha ospitato numerosissimi artisti, diversi o affini tra loro per poetiche e per generazioni. Del lungo e inesauribile elenco non vanno taciuti artisti quali Jannis Kounellis, Jurgen Klauke, Rebecca Horn, Hidetoshi Nagasawa, Shirin Neshat, Nobuyoshi Araki, Daniel Spoerri, e, per gli italiani: Michele Zaza, Fabio Mauri, Gino De Dominicis, Marilù Eustachio, Felice Levini, Pietro Fortuna, Giuseppe Salvatori, Vittorio Messina, H.H. Lim, Stefano Di Stasio, Paola Gandolfi, Andrea Fogli.

Contemporaneamente alla messa in scena dello spettacolo, all'interno del teatro sarà allestita anche una mostra vera e propria. "Anche questa un'idea bellissima e innovativa", sottolinea Marchini. Nelle bacheche dove di solito ci sono i manifesti saranno ospitati dei lavori, di artisti prevalentemente romani ma non solo, "che di più hanno collaborato con la mia galleria dal 1985". Artisti che, più di altri, l’hanno accompagnata in questa sua grande passione, parallela a quella di attrice.

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