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Banche: sindacati ad Abi, rinnovo contratto o sarà mobilitazione

19 settembre 2014 | 10.24
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Le organizzazioni sindacali chiedono il rinnovo dell'intesa per gli oltre 309 mila bancari italiani.

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O si arriva a un nuovo contratto nazionale di lavoro o sarà mobilitazione. E' il duro messaggio che i sindacati dei lavoratori bancari mandano all'Abi subito dopo l'incontro di ieri sul rinnovo contrattuale per gli oltre 309mila bancari italiani.

"Abbiamo assistito alla solita sceneggiata dell'Abi che, con l'ausilio dell'istituto Prometeia -spiega Lando Maria Sileoni, il segretario generale della Fabi, sindacato di maggioranza del credito- ci ha presentato una situazione catastrofica dell'economia e del settore, con la necessità di una fortissima riduzione dei costi. Tutto questo tralasciando di dire che la responsabilità di questa situazione è solo ed esclusivamente del management. Abbiamo ribadito per l'ennesima volta -sottolinea- che è necessario un nuovo modello di banca e il rinnovo del contratto collettivo nazionale del lavoro per rilanciare il settore bancario, garantendo occupazione e crescita dei salari. Se non cambierà l'atteggiamento della nostra controparte, si andrà alla mobilitazione della categoria, in tutte le forme possibili, non escluso lo sciopero".

E anche dalla Fisac Cgil arrivano messaggi chiari per le banche. "Se l'Abi non modifica la sua posizione -spiega il segretario generale Agostino Megale- la mobilitazione della categoria sarà inevitabile". Il leader della Fisac poi aggiunge: "Non condividiamo un'idea di inevitabile riduzione dell'occupazione e per questo abbiamo messo al primo punto occupazione insieme alla difesa e al rafforzamento dell'area contrattuale. È tempo che -prosegue- sin dal prossimo incontro del 24, e poi nelle settimane successive, si rilanci il negoziato sulla base della nostra piattaforma, che ricordo ha ricevuto il 95% dei consensi, con l'obiettivo di rinnovare il contratto per tutti i lavoratori del settore". E per l'Ugl "l'Abi si è dimostrata intransigente nei confronti delle responsabili richieste del sindacato per il rinnovo del contratto del credito; richieste seppur maturate nella consapevolezza della crisi che il settore e il Paese stanno attraversando". Il sindacato, conclude, "valuterà eventuali azioni di lotta per difendere il futuro della categoria e la dignità professionale dei lavoratori".

E il segretario generale Uilca, Massimo Masi, "nel suo intervento ha ricordato all’Abi che le lavoratrici e i lavoratori hanno ottemperato gli accordi contenuti sul contratto del 2012, mentre le banche quando dovevano onorare la clausola della trasformazione dell’Edr in retribuzione valida ai fini degli scatti, del calcolo del Tfr e della previdenza complementare, propongono un rinvio non capibile". "Proprio per questo -continua Masi- non è comprensibile come mai solo i lavoratori devono aspettare per veder riconoscere i propri diritti, quando nelle banche crescono a dismisura gli stipendi del top management e le pressioni commerciali dei capetti di turno".

"Comunque la Uilca -conclude Masi- si è detta disponibile ad affrontare tutti i temi, per trovare una soluzione condivisa. A tal proposito si è già costituita, su richiesta sindacale, una commissione tecnica che dovrà valutare l’impatto economico della trasformazione dell’Edr in retribuzione sui bilanci delle banche. Tale commissione si riunirà lunedì 22 settembre alle ore 15".

E il segretario generale della Fiba Cisl, Giulio Romani, ha sottolineato: "Non accettiamo lo scambio salario occupazione. Abbiamo dimostrato coscienza del fatto che se non si passa da una riforma vera del modello di banca, del contratto che regola quel modello e quindi della struttura dei costi, difficilmente faremo politiche di lungo respiro".

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