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Siri, la Lega incassa il colpo

08 maggio 2019 | 17.15
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Rabbia del partito di Salvini dopo il Cdm: "Vediamo se ora i Cinque Stelle si placano"

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Immagine di repertorio (Fotogramma)

di Francesco Saita

Dopo il 'licenziamento' del suo sottosegretario Armando Siri, il barometro della Lega indica tempesta all'orizzonte. Ma per ora il vascello del Carroccio resta in rada, impossibilitato a scegliere una nuova rotta di governo. "Se vedessimo un'alternativa percorribile, un'alleanza diversa da quella con il M5S non staremmo a perdere tempo", è il ragionamento che fa da premessa a tutte le altre considerazioni nel partito di Salvini. Che per ora si limita a ribadire come "i processi si fanno in tribunale e credo che in Italia ci siano 60 milioni di presunti innocenti fino a prova contraria".

Per poi aggiungere però che "noi non abbiamo nessun tipo di problema, se abbiamo dei problemi li risolviamo noi: la questione morale riguarda altri". E soprattutto blinda il governatore Fontana: "Mi dispiace che qualcuno si stia sporcando la bocca su di lui". La parola d'ordine è aspettare, comunque. "Dobbiamo vedere se adesso che hanno raggiunto il loro obiettivo, hanno avuto lo scalpo di Siri, si calmeranno. Saranno determinanti i prossimi giorni, prima del voto del 26 maggio".

"Noi - si lamentano i leghisti - non ci stiamo a finire additati dai partner di governo come quelli con problemi giudiziari, mentre loro si mostrano duri e puri". Se continua così - e il caso Fontana potrà essere la cartina di tornasole - tutto può succedere.

Nessuno, a via Bellerio, si nasconde la verità di "un fatto gravissimo, un precedente che logora i rapporti, in modo definitivo", come trapela da fonti della Lega, vicinissime alla segreteria. Molti dei leghisti preferiscono però tacere, almeno per ora. Ma chi invece parla, sa di rappresentare il sentimento del partito e non usa mezzi termini.

Alcuni usano toni morbidi parlando 'di vicenda inaccettabile" di "un rospo difficile da ingoiare", mentre per altri "siamo a cose da Santa Inquisizione". "L'avete visto l'appello alla moralità dei partiti che ha fatto Di Maio? Ma chi si crede di essere", aggiunge un parlamentare.

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