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Siria: Brahimi, da estremisti islamici minaccia a Occidente

09 giugno 2014 | 13.13
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(Aki) - Lakhdar Brahimi, ex inviato di Onu e Lega Abara per la crisi siriana, ha dipinto un quadro allarmante sui gruppi estremisti islamici attivi in Siria e sulla minaccia che essi rappresentano per i paesi vicini e non solo. In un'intervista al periodico tedesco 'der Spiegel', il diplomatico algerino ha parlato di "migliaia di non-siriani" che combattono in Siria e che rappresentano una "minaccia" per i loro paesi di provenienza, tra i quali molti stati occidentali.

In particolare lo Stato islamico dell'Iraq e del Levante, gruppo legato ad al-Qaeda, "e' gia' attivo in Siria e Iraq - ha spiegato - mentre la Giordania fa un grande sforzo per continuare a resistergli. E lo stesso la Turchia. Secondo fonti irachene, lo Stato islamico ha condotto 100 operazioni in Siria e mille in Iraq solo in tre mesi".

Brahimi ha parlato di 500 o 600 jihadisti francesi partiti per la Siria, piu' o meno altrettanti britannici e altre centinaia da tutta Europa. "Questi sono vostri connazionali - ha spiegato - che vengono addestrati in Siria e fanno parte dello Stato islamico dell'Iraq e del Levante, il quale crede che si debba creare uno Stato islamico in tutto il mondo. Questa per voi e' una minaccia".

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