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Siria, bufera sul figlio del premier: sorpreso a fumare narghilè

04 agosto 2015 | 11.58
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(Foto Xinhua)

Bufera sul figlio del premier del regime siriano, Wael al-Halqi. Il giovane Mohamed è finito nel mirino di una campagna che denuncia il suo stile di vita e arriva a chiedere la revoca della cittadinanza. La campagna, rivelata da al-Arabiya, parte dalle fila dei lealisti.

La Siria è insanguinata da un conflitto che si trascina dal 2011, dopo l'esplosione nel marzo di quell'anno di inedite proteste contro il regime di Bashar al-Assad. "La patria è per chi combatte a sua difesa", ha detto il leader siriano il 26 luglio, ammettendo che le forze del regime sono a corto di uomini.

La campagna è partita dopo che Mohammed al-Halqi è stato sorpreso a fumare la shisha - la pipa ad acqua o narghilè - e a godersi il tempo libero, non rispettando - secondo i lealisti - il volere di Assad.

I lealisti hanno iniziato a far circolare sul web foto del figlio del premier intento a fumare la shisha, comodamente seduto su una poltrona da giardino. Sulla pagina Facebook dell'account "Maher al-Assad, ufficio sicurezza" accanto alla foto di Mohammed al-Halqi, con un fotomontaggio, c'è quella del figlio del generale Issam Zahreddine della Guardia Repubblicana, Yarub, con indosso la divisa. Nella didascalia della foto compaiono le parole di Assad: "Il Paese non è di chi lo abita, ma di chi lo difende".

Non è la prima volta che Mohammed al-Halqi finisce nell'occhio del ciclone. In passato aveva suscitato non poche polemiche per aver affermato che alcuni siriani "non meritano" gli sforzi di suo padre e della leadership siriana.

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