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Siria: Gentiloni, primo obiettivo è consolidare la tregua

11 luglio 2016 | 17.20
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Paolo Gentiloni e Staffan De Mistura (Foto dal sito della Farnesina)

Rilanciare i negoziati di pace inter-siriani, da tempo sospesi a Ginevra, e consolidare il cessate il fuoco in Siria, diventato sempre più fragile nelle ultime settimane. Questi gli obiettivi degli incontri andati in scena alla Farnesina tra il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, l'inviato Onu per la crisi in Siria, Staffan De Mistura, e il coordinatore generale dell'Alto comitato per i negoziati sulla Siria, Riad Hijab, che rappresenta l'opposizione ai tavoli di Ginevra.

"Il primo obiettivo è quello di consolidare la cessazione delle ostilità decisa ormai da oltre due mesi ", ha dichiarato Gentiloni, citando i risultati prodotti finora dalla tregua, che “ha consentito l'accesso umanitario e l'assistenza a decine di città e a centinaia di migliaia di persone che erano totalmente escluse dagli aiuti".

Ribadendo quindi il suo sostegno all'azione di De Mistura, il titolare della Farnesina ha sottolineato che nella futura leadership della Siria "non potrà esserci" il presidente Bashar al-Assad. "Non c'è vittoria militare possibile sul terreno. L'unica strada è quella del negoziato", ha affermato, sottolineando tuttavia che l'uscita di scena del leader siriano è "facile a dirsi", ma "trovare le strade sul piano diplomatico" per arrivare a questo scenario "è esattamente la sfida che ha davanti la comunità internazionale a partire dagli Stati Uniti e dalla Russia, che formano un gruppo internazionale, e dagli altri Paesi europei, del mondo arabo e del Mediterraneo che fanno parte di questo gruppo". "L'Italia - ha detto - farà in pieno la sua parte".

Quanto al ruolo della Russia nella crisi siriana, è "costruttivo e può essere determinante". "Ma ci aspettiamo ancora di più. Siamo convinti - ha detto Gentiloni - che la Russia possa contribuire anche al processo di transizione che è indispensabile per arrivare a una soluzione della crisi". La Russia "può esercitare la sua influenza sul regime, può evitare che precipitino sul terreno alcune situazioni molto delicate come attorno ad Aleppo", ha aggiunto il ministro, secondo il quale Mosca può dare un contributo alla transizione che "confermerebbe il suo ruolo". "Naturalmente - ha concluso - può fare anche l'opposto, ovvero alla fine non essere disponibile a fare i passi ulteriori che sono necessari".

In merito alla ripresa dei colloqui di pace, De Mistura ha confermato che non è ancora stata fissata una data, ma il prossimo round "deve partire al più presto possibile", e con le condizioni per "garantire una vera negoziazione".

Appello raccolto da Hijab, il quale ha assicurato l'intenzione dell'opposizione di tornare al tavolo dei colloqui. "Non poniamo precondizioni, ma questo ritorno richiede l'attuazione delle risoluzioni internazionali", in particolare della 2254 del Consiglio di Sicurezza", ha affermato.

Sia Hijab che Gentiloni hanno infine evidenziato come il futuro della Siria non possa essere nelle mani di Bashar al-Assad. L'uscita di scena del leader siriano è "facile a dirsi", ha concluso il ministro, "trovare le strade sul piano diplomatico" per arrivare a questo scenario "è esattamente la sfida che ha davanti la comunità internazionale".

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