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Siria: jihadisti impongono 'tassa' a cristiani, protezione in cambio denaro

27 febbraio 2014 | 12.07
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Beirut, 27 feb. - (Adnkronos/Aki) - I jihadisti dello Stato islamico dell'Iraq e del Levante (Isis) hanno imposto la 'dhimma' ai cristiani di Raqqa, citta' della Siria settentrionale. Si tratta di un 'patto di protezione', risalente ai tempi di Maometto, che permette ai seguaci di religioni diverse da quella musulmana di continuare a professare la loro fede in cambio del pagamento di una tassa, la 'jizya', che non puo' superare l'equivalente di 17 grammi d'oro.

In un comunicato dell'Isis, apparso su alcuni siti e forum islamici come 'alfetn.com', 'moslm.org' e 'hanein.info', e' spiegato che i jihadisti dell'Isis hanno avuto un incontro con 20 esponenti della comunita' cristiana di Raqqa, ai quali sono state prospettate tre possibilita': convertirsi all'Islam, accettare il sistema della 'dhimma' o rifiutare le leggi della comunita' islamica ed essere uccisi. Secondo l'Isis, i cristiani hanno optato per la seconda opzione.

Oltre al pagamento della tassa, ogni cristiano adulto di Raqqa deve adempiere a una serie di obblighi per rispettare quello che e' un vero e proprio accordo stipulato con la 'umma', la comunita' islamica: non puo' possedere armi, vendere carne di maiale o alcolici ai musulmani, bere alcol o pregare in pubblico e ostentare simboli religiosi all'esterno delle chiese. La notizia dell'imposizione della 'jizya' arriva a pochi giorni dall'annuncio che i jihadisti al potere a Raqqa hanno cambiato i giorni del weekend da venerdi' e sabato a giovedi' e venerdi', in modo da rispettare il precetto islamico.

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