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Siria, raid Usa contro l'Is nel nord. Bombe anche su Homs. Erdogan: "Serve operazione di terra

27 settembre 2014 | 21.19
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Aerei da guerra hanno colpito dei siti vicino la città di Ayn al-Arab. Il presidente turco annuncia di fatto la disponibilità a intervenire al fianco della coalizione internazionale

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Aerei da guerra degli Stati Uniti e dei loro alleati hanno colpito dei siti vicino la città di Ayn al-Arab, nel nord della Siria, negli ultimi giorni luogo di scontri tra lo Stato islamico e forze curde. Lo ha confermato il Comando centrale degli Stati Uniti, citato dalla Cnn, precisando che i raid aerei hanno colpito un veicolo dello Stato islamico e diversi edifici che facevano parte di un presidio dell'Is vicino al-Hasakah.

Negli attacchi vicino Ayn al-Arab, ha precisato l'esercito, la coalizione ha colpito un edificio e due veicoli armati ad un posto di frontiera con la Turchia. Combattenti curdi siriani ad Alishar, villaggio a pochi chilometri da Ayn al-Arab, hanno riferito che in un attacco della coalizione internazionale è stato colpito un posto di frontiera non ufficiale nei pressi del villaggio.

Precedentemente, l'Osservatorio siriano per i diritti umani aveva affermato che i raid della coalizione internazionale guidata dagli Usa hanno colpito per la prima volta obiettivi dello 'Stato islamico' (Is) nella provincia di Homs, nella Siria centrale. "I velivoli a coalizione internazionale - si leggeva sulla pagina Facebook dell'Osservatorio - hanno attaccato la zona desertica di al-Hammad, a est della città di Tadmor (Palmira), sotto il controllo dell'Is".

Erdogan: serve operazione di terra - Contro lo 'Stato islamico' (Is) non bastano i raid aerei, ma serve un'operazione di terra. E' la convinzione del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che in un'intervista al quotidiano turco Hurriyet ha annunciato di fatto la disponibilità a intervenire al fianco della coalizione internazionale. Le Forze Armate turche potrebbero essere impiegate per contribuire alla creazione di una "zona sicura" in Siria se ci sarà un accordo internazionale in tal senso per aiutare i siriani in fuga dall'Is, ha affermato Erdogan.

Il presidente ha definito "sbagliata la logica secondo cui la Turchia non prenderà una posizione a livello militare". Di rientro da New York, Erdogan ha sottolineato che sono in corso negoziati per definire le modalità di una possibile operazione di terra da parte di alcuni Paesi. "Nella divisione delle responsabilità, ciascun Paese ha un compito. Qualsiasi sarà il ruolo della Turchia, la Turchia si impegnerà", ha detto, sottolineando come "non si possa eliminare una simile organizzazione terroristica solo con i raid aerei". "Le forze di terra sono complementari", ha affermato.

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