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Siria, Shady Hamadi: "Elezioni non valgono se manca democrazia per voto libero"

25 maggio 2021 | 15.26
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"Assad si presenta come unico garante della stabilità nonostante sia colui che ha portato l'instabilità. Andiamo verso normalizzazione rapporti tra Europa e Damasco, sostenere voci libere"

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Bashar al-Assad

"Penso che accadrà come è accaduto negli ultimi 20 anni da quando" Bashar al-Assad ha preso il potere nel 2000 dal padre Hafiz, "vincerà ovviamente con una percentuale bulgara, che di anno in anno si abbassa forse dell'1%, quindi invece di vincere al 99% vincerà magari con il 97%". Parla così con Aki - Adnkronos International Shady Hamadi, autore di 'Esilio dalla Siria' e con suo padre Mohamed de 'La nostra Siria grande come il mondo', alla vigilia delle elezioni presidenziali nella Siria che dagli anni Settanta conosce solo gli Assad.

"Queste elezioni non valgono assolutamente nulla se manca la possibilità di votare realmente, se mancano sfidanti alle elezioni reali e se manca quindi sostanzialmente la democrazia per poter fare delle elezioni libere", incalza Shady Hamadi, che, nato a Milano, è stato l'ultima volta in Siria nel 2009.

Alla "Siria di oggi, ma soprattutto alla comunità internazionale" Assad si presenta, secondo Hamadi, come "unico garante della stabilità del Paese, nonostante sia colui che ha portato l'instabilità".

'andiamo verso normalizzazione rapporti tra Europa e Damasco, sostenere voci libere'

Shady Hamadi è convinto che di fondo "ci avviamo verso una fase di normalizzazione dei rapporti tra Europa e Siria, nonostante quello che è successo". Parla di uno "scenario davvero fosco", in cui crede sia "sostanzialmente ormai tutto quanto nelle mani del Cremlino, della Cina", con "l'Iran e la Turchia, gli unici Paesi che hanno le mani in pasta in Siria", che afferma di credere "non si muovano se non di comune accordo con la Russia".

"L'unica cosa che si può fare in questo momento", dopo dieci anni di guerra, oltre a un processo di stabilizzazione, "è non perdere il faro riguardo a quella che è la costante violazione dei diritti umani" in un Paese in cui - prosegue - "esiste una tortura di massa generalizzata". "Se perdiamo la bussola su questo - dice - allora davvero torniamo alla situazione di undici anni fa in cui il presidente e la moglie erano ritenuti dei leader democratici da tutta l'Europa". E ancora, conclude, "se in Europa non riusciamo a sostenere le voci libere che ancora continuano a parlare della Siria, cercando rifugio qua, in questi Paesi, davvero io penso che l'opposizione in Siria non verrà soltanto cancellata all'interno del Paese, ma anche che chi è fuori, come in Europea e in altri Paesi, rischi davvero di rimanere da solo e di non avere neanche più voce in capitolo".

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