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Nepal: oltre 4.100 morti e 6.800 feriti

27 aprile 2015 | 08.12
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Il presidente generale del Cai Umberto Martini: "È con grande dolore e cordoglio che apprendiamo della morte di Renzo Benedetti, Marco Pojer, Oskar Piazza e Gigliola Mancinelli. Allarme Unicef: "Servono aiuti per 1 milione di bambini". 'Sarai sempre con noi', la sorella del manager di Google morto in Nepal lo saluta con un tweet. A Katmandu crollata la torre Dharahara, patrimonio dell'Unesco (Guarda le foto). Il Dalai Lama prega per le vittime. "La terra trema!" e il campo base sull'Everest viene travolto dalla valanga (Guarda)

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(Foto Afp)

Si aggrava ulteriormente il bilancio delle vittime del terremoto che ha colpito il Nepal: secondo le ultime stime fornite dal ministero dell'Interno, i morti sono 4.138, mentre i feriti circa 6.800. Le scosse hanno continuato a susseguirsi nella regione e da sabato se ne sono contate oltre 90. Tra le vittime anche quattro italiani mentre altri 40 connazionali risultano irreperibili.

Il ministero degli Esteri in una nota riferisce che "l'Unità di Crisi della Farnesina prosegue incessantemente, l’attività di ricerca dei connazionali coinvolti nel sisma in Nepal, avviata immediatamente dopo aver ricevuto notizia del terremoto, e mantiene il contatto con le famiglie degli italiani nel Paese. Sulla base di testimonianze dei compagni di viaggio, 4 connazionali risulterebbero deceduti nella zona di Langtang, tuttora difficilmente accessibile".

"A Kathmandu -prosegue la Farnesina- è presente un advanced team dell’Unità di Crisi e della Protezione Civile, che opera in coordinamento con l’Ambasciata a New Delhi, il Consolato Generale d’Italia a Calcutta, e il Console Onorario nella capitale. Allo stato attuale risultano irreperibili circa 40 cittadini italiani mentre le segnalazioni pervenute alla Sala Operativa dell’Unità di Crisi nel corso delle ore successive di sabato hanno consentito di rintracciare sinora - oltre agli 8 turisti inizialmente registrati su www.dovesiamonelmondo.it – più di 300 connazionali non registrati che erano presenti nell’area colpita dal terremoto".

"È con grande dolore e cordoglio - afferma il presidente generale del Cai Umberto Martini - che apprendiamo della morte di Renzo Benedetti, Socio della Sezione Sat di Cavalese, Marco Pojer, socio della Sezione Sat Alta Val di Fassa e dei due tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Oskar Piazza, trentino, e Gigliola Mancinelli, medico marchigiano. Questa tragedia ci colpisce nel profondo del cuore, oltre che come uomini e donne, anche come comunità alpinistica. Rivolgiamo un pensiero ai familiari di tutte le vittime di questa tragedia".

"Oskar Piazza e Gigliola Mancinelli sono morti nel crollo della struttura dove alloggiavano nel villaggio Langtang in Nepal", conferma all'Adnkronos Adriano Alimonte, presidente del Soccorso Alpino Trentino. Oskar Piazza, trentino, era membro e istruttore della Scuola Nazionale Tecnici Alpini del Cnsas, mentre Gigliola Mancinelli, marchigiana, medico anestesista, era istruttrice nazionale della Scuola Medici del Cnsas.

Nel frattempo sono iniziate le operazioni di evacuazione degli scalatori bloccati sull'Everest dopo il terremoto che ha colpito il Nepal. Tre elicotteri, ha reso noto con un tweet l'alpinista rumeno Alex Gavan, sono riusciti a raggiungere i campi base 1 e 2 situati a oltre 6mila metri.

Secondo quanto riferito dal padre all'Adnkronos, Fiorella Fracassetti, copywriter bergamasca di 38 anni, di cui non si avevano notizie dal giorno del terremoto, ha chiamato a casa e sta bene. La famiglia ha annunciato che "ha già prenotato il volo per rientrare in Italia, dovrebbe arrivare domani".

Il premier Sushil Koirala ieri ha lanciato un drammatico appello alla comunità internazionale per "aiuto e sostegno". "Riusciremo a superare questo momento, qualunque sarà il costo per farlo", ha affermato, chiedendo ai connazionali in questo momento "di fare il possibile" per salvare vite umane.

"Molti dei morti sono bambini. Siamo sommersi dalle vittime", ha affermato Pratap Narayan, del Teaching Hospital, che riunisce 12 ospedali nella capitale e nella valle di Katmandu. La regione è senza energia elettrica. Danneggiate le centrali idroelettriche.

Da parte sua l'Unicef ha lanciato l'allarme per i bambini che si trovano nelle zone colpite dal sisma. Secondo l'organizzazione, sono almeno 940mila i minori a rischio nella regione distrutta dal terremoto che hanno bisogno di assistenza umanitaria urgente.

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