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Vanity Fair

Skin: "Diritti alle coppie gay, l'Italia è pronta"

22 settembre 2015 | 20.03
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"I tempi sono maturi perché anche l’Italia salga sulla barca su cui sta salendo tutto il mondo. Capisco che avere qui la Chiesa renda le cose più complicate, ma questo cambiamento deve avvenire". Deborah Anne Dyer, per tutti Skin, voce e leader della band Skunk Anansie si esprime così in un'intervista a Vanity Fair, che le dedica la copertina del numero in edicola da domani.

"Non capisco che cosa ci sia di pericoloso: ci sono ancora abbastanza eterosessuali al mondo perché la razza umana non si estingua. E se ci estingueremo sarà per quello che stiamo facendo all’ambiente, non certo per colpa dei gay. Anni fa – non tantissimi per la verità – neri e bianchi non potevano sposarsi: se ci pensiamo adesso, non sembra una cosa stupida? Succederà lo stesso ripensando alle battaglie per i diritti omosessuali", aggiunge la star, che fa parte della giuria della nona edizione di X Factor Italia. "L'Italia dovrà cambiare se vuole continuare a essere vista come un Paese progredito. E anche la Chiesa deve evolversi, i ragazzini sentono le opinioni sui gay, sulle donne e pensano: è allucinante. E si allontanano dalla fede. Ma non credo spetti a una rock star inglese spiegare agli italiani cosa dovrebbe fare l’Italia, lo sapete già voi come si fa a cambiare".

Nell’intervista, Skin racconta poi la difficoltà di far accettare alla famiglia la sua omosessualità: "Mia madre è religiosissima ed è molto attiva nella sua parrocchia, ma è una donna intelligente. Per una parte della mia famiglia anche solo fare la cantante è una cosa di cui vergognarsi: io ho studiato architettura d’interni per fare contenti i miei, mi sono laureata per renderli orgogliosi. Ma a un certo punto bisogna cominciare a stare in piedi da soli e fare fronte alle critiche e alle cattiverie. Io ho fatto così: al mio matrimonio ho invitato solo le persone della famiglia che erano felici che mi sposassi. Gli altri, gli omofobi, sono rimasti a casa".

E sull'eventualità di adottare un figlio: "Ho sei nipoti e due pronipoti e sto benissimo con loro: pare che io ci sappia proprio fare coi bambini. La mia ex moglie ha un figlio di dodici anni: nei primi due anni del nostro matrimonio ci siamo divertiti un sacco insieme, era suo figlio, ma lei era mia moglie, eravamo una famiglia. Adesso lo vedo ancora, ovviamente. Quanto ad adottare, per me non sarebbe facile, ormai sono troppo grande. Ma va bene così".

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