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Dimezzata produzione di miele, si moltiplicano i furti: sottratti addirittura gli alveari

"Nelle campagne sono sottratti addirittura gli alveari, ma i danni arrivano anche dal clima e dall'insetto killer delle api"

ECONOMIA
Dimezzata produzione di miele, si moltiplicano i furti: sottratti addirittura gli alveari

La produzione Made in Italy di miele di acacia, castagno, di agrumi e mille fiori "è quasi dimezzata, mentre si moltiplicano i furti nelle campagne dove a essere sottratti sono addirittura gli alveari". A lanciare l'allarme è la Coldiretti nel sottolineare che "a tagliare il raccolto è stato il clima ma anche l’arrivo in Italia dell’insetto killer delle api, Aethina tumida, che mangia il miele, il polline e, soprattutto la covata annientando la popolazione di api o costringendola ad abbandonare l'alveare". Ma non solo.


"Il furto degli alveari oltre a provocare un grave danno economico rischia di alimentare attività illegali che - sottolinea la Coldiretti - mettono in pericolo l'agricoltura e la salute pubblica". Un problema che "a seguito di una annata di raccolti scarsi quest'anno purtroppo, ha riguardato -spiega- anche altri prodotti dell’agricoltura come l’olio d oliva con campi sotto controllo e carichi che viaggiano scortati".

L'apicoltura italiana, calcola la Coldiretti, "conta 75mila apicoltori, con 1,1 milioni di alveari e un giro d'affari stimato di 70 milioni di euro. Per non parlare del servizio di impollinazione reso all'agricoltura, valutato da 3,5 a 3 miliardi di euro".

Così, anche per combattere questi fenomeni, "il 19 gennaio -ricorda la Coldiretti- è diventata operativa 'l'anagrafe delle api' con la possibilità, per gli apicoltori, di registrarsi sul portale del Sistema informativo veterinario accessibile dal portale del ministero della Salute al quale potranno accedere operatori delle Asl, aziende e allevatori per registrare la attività, comunicare una nuova apertura, specificare la consistenza degli apiari e il numero di arnie o le movimentazioni per compravendite".

"Una necessità per garantire trasparenza in una situazione in cui, al crollo dei raccolti nazionali, ha fatto seguito l’aumento del 17 per cento delle importazioni dall’estero di miele naturale, sulla base dei dati Istat relativi ai primi 9 mesi del 2014. Il risultato - denuncia la Coldiretti – è che in Italia due barattoli di miele su tre venduti nei negozi e supermercati contengono in realtà miele straniero".

A preoccupare, evidenzia la Coldiretti, "è peraltro il fatto che più di 1/3 del miele importato proviene dall’Ungheria e quasi il 15 per cento dalla Cina ma anche da Romania, Argentina e Spagna dove sono permesse coltivazioni Ogm che possono contaminare il polline senza alcuna indicazione in etichetta".

Il miele prodotto sul territorio nazionale, "dove non sono ammesse coltivazioni Ogm, è tuttavia riconoscibile -avverte la confederazione degli imprenditori agricoli- attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti. Per acquistare miele italiano è bene verificare sempre l’etichettatura". "La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente -spiega la Coldiretti- sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale, mentre, nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell'Unione europea, l'etichetta deve riportare l'indicazione 'miscela di mieli originari della CE'".

Se il miele invece proviene da "Paesi extracomunitari deve esserci la scritta -prosegue la Coldiretti- 'miscela di mieli non originari della CE', mentre se si tratta di un mix va scritto 'miscela di mieli originari e non originari della CE'".



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