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L.stabilità, anche multa evasione canone Rai e nuove clausole salvaguardia

Poletti puntualizza, la no tax area per i pensionati dal 2017

ECONOMIA
L.stabilità, anche multa evasione canone Rai e nuove clausole salvaguardia

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Una multa fino a 500 euro per l'evasione del canone Rai; una nuova clausola di salvaguardia per neutralizzare un eventuale fallimento della voluntary disclosur e; le risorse, in tutto 600 mln, destinate alla lotta alla povertà. Ma anche, come in ogni manovra, una serie di tagli: dai comuni, per 300 mln l'anno, alle regioni, per 1,8 mld nel 2016. Sono le principali misure contenute in una bozza della legge di stabilità, quando ancora il testo definitivo della manovra non è pronto. Intanto, puntualizzazioni rilevantI arrivano dal ministro del lavoro, Giuliano Poletti: la no tax area per i pensionati scatta dal 2017 ed è prevista un'altra clausola di salvaguardia per l'operazione opzione-donna.


CANONE RAI. Dal prossimo anno il canone Rai scenderà a 100 euro e sarà pagato nella bolletta della luce. Per coloro che non pagano la tassa ci sarà una sanzione amministrativa pari a cinque volte, quindi si rischia una multa di 500 euro. Sarà un decreto del ministro dello Sviluppo economico di concerto con quello dell'Economia, sentita l'autorità per l'Energia elettrica, a definire criteri, tempi e modalità per il pagamento. Prevista anche la rateizzazione del canone.

VOLUNTARY DISCLOSURE. Arriva una nuova clausola di salvaguardia per sterilizzare un eventuale parziale fallimento della voluntary disclosure. E sono ancora una volta le accise a offrire il paracadute. Qualora non si dovessero raggiungere i 2 mld stimati per il 2016 si stabilisce l'aumento a decorrere dal 1 maggio 2016 delle accise su energia, alcol e tabacchi.

NO TAX AREA PENSIONI. L'aumento previsto dalla legge di stabilità della no tax area per i pensionati partirà dal 2017. Dal 2017, dunque, la no tax area per gli over 75 sarà portata dagli attuali 7.750 a 8.000 euro mentre quella per gli under 75 salirà da 7.500 a 7.750.

OPZIONE DONNA. La proroga accordata all'Opzione Donna fino al 2016 dalla legge di Stabilità prevederà anche l'inserimento di una clausola di salvaguardia. Il costo previsto per mandare in pensione le donne con 35 anni di contributi e 57 anni di età, maturati entro il 2015, e con un calcolo dell'assegno interamente contributivo, è pari a 2 miliardi di euro fino al 2021 ma se nel 2016 non matureranno coperture sufficienti a garantire l'impegno di spesa il governo ha previsto la possibilità di allungare per il 2017 e il 2018 la perequazione delle pensioni normata dal governo Letta.

TAGLI COMUNI. A decorrere dall'anno 2016, i comuni delle regioni a statuto ordinario e delle regioni Sicilia e Sardegna assicurano un concorso alla finanza pubblica di 300 milioni di euro annui.

TAGLI REGIONI. Dalle regioni dovrà arrivare per il 2016 un contributo alla finanza pubblica da 1,8 miliardi. Tagli che salgono a quasi 4 miliardi nel 2017 e a 5,48 miliardi per il 2018 e 2019. Tagli che, comunque, includono quelli, 750 mln fino al 2018, già previsti a copertura del decreto Irpef.

LOTTA A POVERTA'. La manovra stanzia 380 milioni nel 2016 per l'estensione, rafforzamento e consolidamento della sperimentazione avviata nel 2012 della carta acquisti, valida solo nei Comuni oltre i 250 mila abitanti, con priorità alle famiglie con bambini. Ulteriori 220 milioni sono destinati invece all'ASDI, l'assegno di disoccupazione. In totale, gli interventi di lotta alla poverta' ammontano quindi, come annunciato, a 600 milioni.

FONDO TAGLIA TASSE. Tra le coperture indicate per le misure fiscali della legge di stabilità ci sono anche le risorse accantonate nel fondo taglia tasse: 666 mln nel 2016, oltre 413 mln nel 2017, 410 mln nel 2018 e 388 mln a partire dal 2019.

8XMILLE. Sforbiciata anche ai fondi dello Stato per l'8 x mille, 10 mln a partire dal 2016, e per quelli del 2 x mille: 10 milioni nel 2016 e 20 milioni nel 2017.

PREMI PRODUTTIVITA'. I premi di produttività entro i 2.000 euro sono soggetti a una imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali pari al 10 per cento. La norma si riferisce ai redditi da lavoro dipendente di importo non superiore a 50.000 euro. Il limite del premio e' aumentato fino a 2.500 euro per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell'organizzazione del lavoro.



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