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Pensioni, Uil: "-298 euro mese con ipotesi taglio contributi"

ECONOMIA
Pensioni, Uil: -298 euro mese con ipotesi taglio contributi

L’ipotesi di limare il cuneo fiscale abbassando la contribuzione previdenziale di 6 punti percentuali, 3% a carico del datore di lavoro e 3% a carico dei lavoratori, avrebbe gravi conseguenze sulle pensioni future di milioni di italiani con tagli anche del 18%: si arriverebbero a perdere con 35 anni di contributi, ad esempio, circa 298 euro al mese per 3.874 euro annui mentre con 43 anni di contribuzione l'assegno pensionistico potrebbe arrivare a perdere 412 euro al mese per complessivi 5.356 euro all'anno. E' uno studio della Uil, coordinato dal segretario confederale Domenico Proietti, a evidenziare le contraddizioni dell'ipotesi ventilata dal governo per tagliare il costo del lavoro nel tentativo di dare ossigeno a imprese e lavoratori.


"Una contribuzione al 27% si tradurrebbe in un assegno previdenziale minore, con perdite consistenti pari a quasi un quinto del futuro trattamento. In questo modo si penalizzerebbero ulteriormente i giovani", denuncia la Uil per la quale la strada da perseguire per ridurre il cuneo fiscale "è estendere il bonus di 80 euro ai lavoratori e ai pensionati".

I calcoli sono semplici e si basano sull'ipotesi di un lavoratore dalla carriera lineare che acceda alla pensione con 67 anni di età nel sistema contributivo la cui busta paga attuale sia pari a 1.500 euro mese e al quale si applica il coefficiente di trasformazione in vigore a marzo 2016, una rivalutazione della retribuzione che ipotizza una crescita dell'1,5% ed una rivalutazione annuale del montante contributivo sempre dell'1,5%. Questo lavoratore dunque, con un taglio del 3% dei contributi previdenziali che appesantirebbe la sua busta paga attuale finirebbe però con il perdere, se andasse in pensione a 35 anni, circa il 18% dell'assegno di quiescenza: 298 euro al mese pari ad 3.874 euro annui.

Perdita che progressivamente aumenterebbe se si ipotizzasse un pensionamento con 43 anni di contributi, pari alla contribuzione minima attualmente richiesta per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi). In questo caso, infatti, calcola sempre la Uil, l'assegno sarà inferiore di 412 euro mensili, per un totale di -5.356 euro annui.



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