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Manovra a Bruxelles, deficit 2017 al 2,3%. Padoan: "Nessun condono"

ECONOMIA
Manovra a Bruxelles, deficit 2017 al 2,3%. Padoan: Nessun condono

Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan (Fotogramma)

Il documento programmatico di Bilancio approda a Bruxelles per l'esame del quadro macro indicato dal governo e gli interventi in cantiere. Intanto dall'Upb è arrivata la validazione al testo, che prevede una crescita del pil all'1% e il deficit al 2,3% per il prossimo anno. "I numeri andranno valutati ma a nostro avviso siamo in regola ", commenta il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan intervistato stamane su Rai 1.


DEFCIT Al centro di serrate trattative sull'asse Roma-Bruxelles negli ultimi giorni la richiesta dell'Italia di applicare le attenuanti per allentare le maglie de deficit-pil del prossimo anno, dall'1,8% concordato in primavera all'attuale 2,3%. Una fuga in avanti che Roma giustifica con le maggiori spese per la crisi dei migranti e il terremoto in Centro Italia, per "affrontare le spese straordinarie legate all'immigrazione, il recente terremoto in Italia centrale e un piano di investimenti antisismico per gli edifici e le infrastrutture che non può più essere rimandato considerata la frequenza con cui si verificano terremoti distruttivi". In ogni caso, sottolinea il Mef, il deficit mantiene un percorso discendente rispetto al 2,4% del 2016 e proseguirebbe il suo calo negli anni a venire per conseguire il pareggio di bilancio nel 2019.

MIGRANTI Quanto alla spesa per la crisi dei migranti, l'impatto complessivo sul bilancio, al netto dei contributi Ue, "è attualmente stimato a 2,6 mld di euro per il 2015, previsto a 3,3 mld per il 2016 e a 3,8 mld per il 2017, in uno scenario costante, assumendo che non ci siano escalation nella crisi", si legge ancora nel documento.

Sul fronte migranti il Mef tiene a specificare che "l'Italia spende ogni anno, dal 2014 in poi, da due a tre volte la media del periodo 2011-2013, prima che esplodesse l'emergenza umanitaria. La spesa per i migranti che l'Italia sta sostenendo non può essere valutata solo in termini di spesa aumentata per l'emergenza, che è esclusa dai vincoli del patto di stabilità, ma dovrebbe tenere in conto lo sforzo complessivo dispiegato in questo campo, confrontato con una situazione di non emergenza". "Tale sforzo complessivo vale quasi 2,8 mld (lo 0,16% del Pil) - si legge ancora - Il differenziale tra la spesa al netto dei contributi Ue sostenuta per l'attuale crisi umanitaria e quella sostenuta negli anni 2011-13 è di circa 8 mld in termini cumulativi".

COPERTURE L'obiettivo di disavanzo del 2,3% per il 2017 "sarà raggiunto tramite misure che valgono lo 0,7% del Pil in totale, basate su tagli alle spese e aumenti di ricavi realizzati attraverso il miglioramento della conformità alla normativa fiscale, escludendo aumenti di tasse e nei fatti continuando a ridurle. I risparmi deriveranno da un nuovo round di revisione della spesa e dalla riduzione delle varie allocazioni di bilancio". Inoltre l'aumento dei ricavi verrà ottenuto attraverso meccanismi rafforzati di raccolta dell'Iva, secondo le linee implementate con successo nel 2016; un riallineamento del tasso di riferimento dell'Ace, un'estensione della voluntary disclosure e delle aste per le frequenze di trasmissione.

CRESCITA Il governo addita il ribasso della stima di crescita alla mutata congiuntura economica internazionale, Brexit e rallentamento emergenti. Tenendo conto della manovra il pil 2017 salire dell'1% "ovvero 0,4 punti percentuali al di sopra della previsione nello scenario a politiche invariate". Si snocciolano dunque gli interventi che contribuiranno al rialzo della crescita del prossimo anno, investimenti in primis, interventi per il sociale più il cronoprogramma delle riforme, ma si precisa anche che "lo stimolo fiscale aggiuntivo fornito dai programmi di spesa straordinaria per l'immigrazione e gli interventi post terremoto in termini di ricostruzione e prevenzione non sono stati esplicitamente inclusi nella previsione di crescita".

PADOAN Sulla manovra è intervenuto stamane il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. "Non è uno spot elettorale. E' qualcosa che fa bene alla crescita del Paese e fa bene al welfare generalizzato degli italiani", ha detto a 'Unomattina', confidando nel giudizio positivo della Commissione. "Il rapporto con la Commissione europea è molto positivo e continuo, ci consultiamo a vicenda. I numeri andranno valutati ma a nostro avviso siamo in regola" e "mi aspetto che si applichino le regole alcune delle quali sono veramente astruse". "In fondo abbiamo un deficit al 2,3%, il più basso di tanti anni e c'è un problema di compatibilità con certe regole - ha spiega - ma poi, siccome l'Europa vive se c'è un accordo generale politico di fiducia, io penso che come in passato si prenderà atto del fatto che le cose cambiano".

EQUITALIA Quanto alla rottamazione delle vecchie cartelle di Equitalia "non è assolutamente un condono", ha ribattuto il ministro, sottolineando che è dovuto è "l'ammontare complessivo di tasse, che non vengono ridotte, così come si pagano gli interessi normali. Quello che viene abbattuto nel caso delle cartelle di Equitalia è che non si pagano più gli interessi di mora e le sanzioni ma si paga tutto il dovuto".

NANNICINI E sulle misure per il contrasto all'evasione fiscale è intervenuto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini: sulle nuova volutary disclosure sono state diffuse ''falsità e strumentalizzazioni'', ha ribattuto, sottolineando che "priva di fondamento è la notizia che la voluntary si allargherà al contante senza nessun controllo, favorendo chi ha accumulato fondi neri con attività opache o addirittura criminali''. Si tratta di ricostruzioni ''distorte e strumentali''.

UPB Intanto il piano programmatico italiano è stato validato dall'Ufficio parlamentare di Bilancio, tenendo conto dell’innalzamento dal 2% al 2,3% dell’obiettivo relativo al rapporto deficit/pil per il prossimo anno rispetto alla nota di aggiornamento al Def. L'organo di controllo sottolinea tuttavia che ''permangono alcuni fattori di rischio che potrebbero incidere negativamente sugli obiettivi indicati per il 2017''. Nella lettera di validazione inviata a Padoan, il presidente dell'Upb Giuseppe Pisauro, spiega che l'Ufficio ''ha tenuto conto dell'incertezza che caratterizza le previsioni macroeconomiche''. Di conseguenza ''ha valutato la plausibilità delle stime, sulla base di un intervallo di valori accettabili per le grandezze macroeconomiche in oggetto di validazione''. Resta il fatto che stime di crescita del pil reale del Dpb sono "al limite più elevato" dell'intervallo di previsione dell'Ufficio parlamentare di bilancio e se si tiene conto delle ''persistenti incertezze che dominano l'attuale fase congiunturale interna e internazionale'' si evidenziano potenziali elementi di ''rischio'', si precisa ancora nelle Osservazioni sul Documento programmatico di bilancio.



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