Bonus cultura, i motivi del ritardo

ECONOMIA
Bonus cultura, i motivi del ritardo

(Fotogramma)

Che fine ha fatto il Bonus cultura? E' quanto si domandano da mesi i nati nel '99 in attesa di notizie sull'incentivo statale da 500 euro che sarebbe dovuto partire a inizio anno. La Legge di Bilancio ha infatti esteso ai giovani che quest'anno compiono 18 anni la possibilità di usufruire del bonus per libri, cinema e concerti introdotto nel 2016. Tuttavia, dopo mesi di attesa, ancora non è stato emanato il decreto attuativo del Consiglio dei ministri che ne stabilisce le regole e la proroga. Ora in un post condiviso su '18App' - pagina Facebook del progetto - si tenta di fare chiarezza sulla questione spiegando i motivi del ritardo. Una lunga nota in cui, assicurano gli admin, non vi è "nessuna volontà di giustificare il ritardo" ma che rappresenta "solo il tentativo di spiegarvi perché il decreto attuativo non è ancora arrivato".


"Anche quando gli obiettivi sono chiari e si va davvero d'accordo - si legge nel post - arrivare al traguardo e organizzare l’iniziativa richiede un po' di tempo, in genere più tempo di quanto fosse legittimo ipotizzare quando si è pensato di condividere la responsabilità dell'organizzazione". "I termini previsti dalle leggi - spiegano - sono 'ordinatori', ovvero servono a disegnare uno scadenzario ideale, ipotizzato a tavolino, e per questo spesso destinato a non essere rispettato per ragioni non sempre facili da prevedere". "Succede, quindi - continuano - che un diritto esista, sia riconosciuto ad un cittadino, ma che poi questi, per esercitarlo, si ritrovi ad attendere più di quanto previsto dalla legge stessa". "In casi come questo - concludono - chi è responsabile del completamento del percorso necessario a trasformare la legge in azione, non può fare altro che chiedere scusa e tentare di completare il percorso il più rapidamente possibile".




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