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La guerra del Tiramisù, mia madre friulana lo inventò negli anni '50

ECONOMIA
La guerra del Tiramisù, mia madre friulana lo inventò negli anni '50

Continua la guerra del Tiramisù tra Veneto e Friuli Venezia Giulia con il decreto del ministero delle Politiche agricole che ne attribuisce la paternità a quest'ultima, avendolo inserito tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (Pat) del Friuli Venezia Giulia. E giunge proprio dalla Carnia la testimonianza della famiglia Del Fabbro, che negli anni '50 a Tolmezzo, in provincia di Udine, gestiva l'albergo ristorante Roma, dove la signora Norma Pielli, sposata con Bettino Del Fabbro, secondo quanto racconta il figlio Mario Del Fabbro, inventò la ricetta di questo dolce e coniò il nome 'Tiramisù', così battezzato da un gruppo di sciatori triestini.


"Mia madre negli anni ’50, faceva un dolce che si chiamava Torino -racconta Mario Del Fabbro all'Adnkronos - seguendo una ricetta ripresa dal ricettario di Pellegrino Artusi, 'La Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene'. La mamma, ritenendo che il dolce fosse poco digeribile per la presenza del burro e del liquore, non gradito a tutti, pensò di cambiare alcuni ingredienti; al posto del burro, mise il mascarpone unito con tuorli d’uovo e zucchero, aggiunse il bianco montato a neve, bagnò i savoiardi nel caffè al posto del liquore, eliminando la cioccolata, sostituendola con lo spolvero del cacao amaro. Nacque così dal suo estro e dalle sue abili mani, il dolce che oggi tutti conosciamo".

"Non sapendo che nome dare a questo dolce, i miei genitori lo chiamarono semplicemente 'Trancia al mascarpone' - prosegue Mario Del Fabbro - il nome Tiramisù fu dato successivamente nei primi mesi del 1953, quando un gruppo di sciatori triestini, dal ritorno di una giornata trascorsa sui campi da sci, mangiarono la Trancia di mascarpone, e dissero a mio padre che dopo tanta fatica, si sentivano rinvigoriti e che quel dolce li tirava proprio su".

Oggi la tradizione familiare si tramanda in altro modo. Nonostante la signora Norma sia deceduta due anni fa, a 97 anni e il ristorante dell'albergo Roma, gestito dal 1947 al 1969 dai signori Del Fabbro, sia chiuso (dopo alterne fortune). I figli, Mario e Claudio, infatti, pur non avendo proseguito l'attività di ristorazione dei genitori, hanno intenzione di onorarne la memoria con un libro, in uscita ai primi di settembre, ricco di documenti e testimonianze, a cominciare dai menu e ai conti che certificano fin dal 1948 tracce di questa 'loro' invenzione gastronomica. Libro il cui titolo provvisorio è 'Tiramisù, Tolmezzo e la Carnia'.

Ma non solo, il 1 ottobre verrà realizzato a Villa Santina, paese natale della mamma, il Tiramisù più lungo del mondo, oltre un chilometro, che probabilmente entrerà nel Guiness dei primati.

Quanto alla disputa con la regione guidata da Luca Zaia che dichiara guerra al provvedimento ministeriale, e in particolare ai proprietari del ristorante le 'Beccherie' di Treviso che ne contendono la paternità, Mario Del Fabbro controbatte come "il loro chef di allora, Roberto Linguanotto, detto Loli, dicono lo abbia inventato nell’autunno dell’anno 1970. La data è posteriore alla nostra e la ricetta, pur simile, è priva di albumi montati a neve".

L’ultima rivendicazione, riguarda proprio il Friuli, ed è quella di Pieris del ristorante "Al Vetturino" in provincia di Gorizia. Anche questa concorrenza viene sbaragliata dai Del Fabbro asserendo che si tratta di un'altra ricetta: venne chiamato in dialetto triestino 'Tirime sù Coppa Vetturino' ma "non ha il mascarpone che a quel tempo non era ancora conosciuto in quella zona" conclude Mario Del Fabbro.



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