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Banche, Padoan: "Il sistema è a un punto di svolta"

ECONOMIA
Banche, Padoan: Il sistema è a un punto di svolta

"Il sistema bancario è a un punto di svolta". Lo ha detto Pier Carlo Padoan, ministro dell'Economia, alla Bloomberg Banking Conference a Milano. In particolare, il ministro ha sottolineato che la riforma delle Popolari "è riuscita a ridurre il numero delle banche" e il Governo ha "incoraggiato il mercato dei non performing".


La messa in sicurezza delle banche italiane, tra cui le quattro bridge bank, Mps, Bpvi e Veneto Banca, ha messo in luce la necessità che "l'applicazione della direttiva Brrd deve essere meglio coordinata con la legislazione europea" e ha mostrato che "sono migliorabili" i rapporti tra l'Unione europea e la Risoluzione Bce, ha osservato il ministro. "La chiarezza è un fattore di successo sicuro per la futura Unione bancaria", ha aggiunto.

La quota di npl oggi in pancia alle banche italiane "è ancora abbastanza grande ma gestibile", ha affermato Padoan. Secondo il ministro, nel 2016 lo stock "è stato ridotto in modo ingente" e la riduzione continuerà quest'anno e nel 2018. "Il flusso di crediti deteriorati in ingresso ha iniziato a ridursi già dal 2014".

"Le banche italiane, anche sotto la spinta del mercato e della Bce, sono riuscite a portare avanti piani di cessione dei propri non performing riducendo le quote in bilancio. Nel 2016 sono stati venduti 8 miliardi di euro lordi di cattivi crediti sul mercato e nel 2017 sono attese ampie cessioni", ha detto il ministro. "Più di 60 miliardi di npl saranno venduti tra la fine del 2017 e l'inizio del 2018 dalle maggiori banche italiane". In realtà, "tutte le banche italiane hanno piani di cessioni in vista". 

Parlando del Pil, Padoan ha detto: "La crescita in Italia sta accelerando, ma non c'è spazio per essere compiacenti né per accontentarsi in un Paese che ha un debito così alto. Bisogna ridurre e stabilizzare il debito e, allo stesso tempo, riuscire a promuovere la crescita". "C'è ancora un lungo cammino da fare, bisogna trovare un equilibrio tra la riduzione del debito e la crescita ed è una strada stretta", ha ribadito. 

"La prossima legislatura - ha aggiunto - inizierà in condizioni migliori rispetto a quello che avevamo ereditato". "Dobbiamo continuare, però, con le riforme strutturali: la crescita italiana sta accelerando anche se più lentamente degli altri Paesi quindi servono sforzi strutturali".



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