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La vita non ha prezzo? Invece ce l'ha

ECONOMIA
La vita non ha prezzo? Invece ce l'ha

Foto Fotogramma

Dovrebbe essere un bene inestimabile ma in tribunale, in politica ed in economia la vita di un uomo ha un valore monetario. Anzi più d'uno. E molti economisti calcolano il valore di un uomo in proporzione al Pil del Paese. Per l'economista William Viscusi dell'Università Vanderblit (Usa), in Italia la vita pesa 4,71 milioni di euro, molto meno rispetto alle Bermuda dove è calcolata in 15,5 milioni, ma sempre meglio che in Burundi, dove un uomo vale 45mila dollari. L'approccio dell'economista è che ogni persona che muoia prima del tempo è un mancato introito per la collettività, secondo le stime analizzate nell'indagine di Vito Tartamella sul mensile scientifico 'Focus'.


Il costo di un incidente mortale stimato dal ministero dei Trasporti italiano è di 1,6 milioni di euro, somma di mancata produttività media, più costo medio dei danni morali, più costi di ambulanza e pronto soccorso. In caso di omicidio, errore medico, incidente stradale o sul lavoro, tribunali e assicurazioni devono dare un prezzo al bene inestimabile per eccellenza: la vita umana.

Ed il tema è di grande attualità visto che proprio in questo mese la Gazzetta ufficiale ha pubblicato il Decreto del ministero dell’Interno del 31 agosto 2017, che stabilisce gli indennizzi alle vittime dei reati violenti. Un provvedimento che ha fatto discutere: i familiari di una persona assassinata che siano indigenti, riceveranno dallo Stato la somma di 7.200 euro.

A fronte di questa cifra, "da molti considerata offensiva, l’Italia -segnala Tartamella- è però il Paese che compensa il 'dolore da lutto' con i risarcimenti più elevati d’Europa: per ogni coniuge, genitore o figlio che perda la vita, è previsto un risarcimento di 328mila euro". E’ questo, infatti, l’importo massimo stabilito dalle tabelle elaborate dal Tribunale civile di Milano, diventate il punto di riferimento usato dai magistrati di tutta Italia.

E non sono le uniche cifre quando si tratta di dare un prezzo all’esistenza: il 'capitale umano', questo il nome del valore economico di ciascun uomo, è calcolato da economisti, statistici e politici quando occorre valutare l’opportunità di investire soldi per migliorare la sicurezza sul lavoro o finanziare una nuova cura sanitaria. Ad esempio, il ministero dei Trasporti stima appunto che ogni incidente mortale costi alla collettività 1,6 milioni.



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