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Tria non va all'Ecofin, allarme Ue sul deficit

ECONOMIA
Tria non va all'Ecofin, allarme Ue sul deficit

(Foto Afp)

Giovanni Tria non parteciperà all'Ecofin di domani. Il ministro dell'Economia, riferiscono fonti del Tesoro, ha anticipato la ripartenza da Lussemburgo per potersi dedicare al completamento della Nota di aggiornamento al Def. Oggi all'Eurogruppo a Lussemburgo Tria ha provato a rassicurare l'Europa dichiarando che nel 2019 il rapporto tra debito pubblico e Pil scenderà. Ma in Ue è allarme sul deficit in Italia e nessuno sembra volerlo nascondere. Il commissario europeo agli Affari economici e finanziari Pierre Moscovici dice chiaramente che la posizione della Commissione europea è quella di tentare di convincere le autorità italiane a tornare indietro. Mentre il vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis afferma riguardo al bilancio 2019 dell'Italia che "non è compatibile con il patto di stabilità". A fine serata arrivano anche le parole del presidente della Commissione Ue Jean-Claud Juncker sul rischio Grecia.


Tria spiega che il suo obiettivo è di trasmettere ai partner Ue il messaggio "di stare tranquilli. In Europa c'è però preoccupazione. Per Moscovici il deficit fissato al 2,4% del Pil per i prossimi tre anni dall'Italia "rappresenta una deviazione molto, molto significativa" rispetto agli "impegni che erano stati presi" dal Paese. Se l'Italia con il bilancio 2019 stia violando le regole Ue "lo vedremo il 15 ottobre, ma da quello che so delle cifre, c'è evidentemente una deviazione della quale non posso valutare l'ampiezza, ma che è molto significativa: non vedo proprio come queste cifre possano essere compatibili con le nostre regole. Noi lavoriamo con Tria, che vedrò oggi, sulla base dell'1,6%. Con il 2,4% si può immaginare che il deficit strutturale non sia per niente, per niente orientato nella medesima direzione".

Il governo italiano "sembra privilegiare la spesa pubblica, che può rendere popolari nel breve termine e che può assicurare dei guadagni politici, ma alla fine ai cittadini bisogna dire la verità: chi paga? Sono sempre i cittadini italiani che pagano", osserva il commissario europeo agli Affari Economici e Finanziari.

Il ministro dell'Economia francese Bruno Le Maire sottolinea come le decisioni del governo italiano in materia di bilancio rendano" l'approfondimento dell'area euro non più difficile, ma più necessario. Sappiamo tutti che bisogna rafforzare l'Unione economica e monetaria: abbiamo la roadmap, con la riforma dell'Esm, l'entrata in vigore del backstop e il bilancio dell'Eurozona. Dobbiamo attenerci a quella roadmap e dobbiamo prendere delle decisioni".

Ora "tocca alla Commissione Europea - aggiunge - fare una valutazione molto chiara delle ultime decisioni dell'Italia: non spetta agli Stati membri fare quella valutazione; ci baseremo sulla valutazione della Commissione. Voglio solo essere molto chiaro: ci sono delle regole. E le regole sono le stesse per tutti i Paesi, perché i nostri destini sono legati. Il futuro dell'Italia, della Francia, della Germania, della Spagna, del Lussemburgo e di tutti i membri dell'Eurozona sono legati" tra loro.

Per il presidente dell'Eurogruppo Mario Centeno "è molto importante capire che l'iter del bilancio è lungo e sappiamo che ci sono ancora negoziati in corso a Roma e dobbiamo aspettare che si concludano, per avere le risposte alla fine dell'iter". L'Italia, continua Centeno rivolto ai cronisti, "è nella testa di tutti, ma devo dirvi che non è nell'agenda dell'Eurogruppo. Tutti abbiamo delle domande e ci aspettiamo risposte, ma il documento programmatico di bilancio formale, con tutti i dettagli, deve essere ancora presentato: dobbiamo aspettare che venga presentato e che la Commissione emetta la sua opinione".



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