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Dombrovskis insiste: "Serve correzione sostanziale"

ECONOMIA
Dombrovskis insiste: Serve correzione sostanziale

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Bene il dialogo con il governo italiano sulla manovra economica ma serve una "correzione sostanziale" della traiettoria di bilancio. A ribadirlo, a margine di un incontro pubblico nella biblioteca Solvay, a Bruxelles, il vicepresidente della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis. "E' positivo che nelle ultime due settimane vediamo un cambio di tono nelle discussioni con le autorità italiane" sulla manovra economica, dice Dombrovskis. "Il governo italiano è pronto a impegnarsi e a discutere la sua traiettoria di bilancio", tuttavia "non si tratta solo del tono della discussione, ma della necessità di avere una correzione sostanziale della traiettoria di bilancio".


Allo stesso modo il commissario europeo agli Affari Economici e Finanziari, Pierre Moscovici, rileva da parte del governo italiano "una disponibilità nuova a discutere e a confrontarsi" sulla manovra. "E' così che bisogna procedere. Ci sono anche delle proposte nuove sul tavolo, che segnano dei progressi e vanno nella giusta direzione - evidenzia - Ma resta uno scarto significativo tra le valutazioni dell'Italia" e quanto sarebbe necessario per rispettare il patto di stabilità. Intanto, aggiunge, la Commissione continua l'iter della procedura per debito : "Dialogo e preparazione, questo è il mio motto del giorno". E a chi gli chiede quanto potrà attendere la Commissione Europea prima di passare all'articolo 126.5 del Tfue, Moscovici replica che "la Commissione Europea, parafrasando Emmanuel Macron, è la signora del tempo".

A margine del G20 di Buenos Aires, ha continuato Moscovici, "abbiamo avuto l'occasione di discutere intensamente con il primo ministro Giuseppe Conte e con il ministro Giovanni Tria. Abbiamo sempre auspicato il dialogo e attraverso il dialogo possiamo creare un'atmosfera diversa. Ci sono alcune proposte che sono nell'aria", ma "il divario" tra le posizioni attuali dell'Italia e il livello che sarebbe necessario per rispettare gli obblighi del patto di stabilità "è ancora piuttosto consistente. Dobbiamo colmare questo divario ed è per questo che dobbiamo continuare a lavorare insieme. Non siamo ancora alla fine della strada".

La "strategia" espansiva di bilancio "che il governo italiano ha adottato" con la manovra economica per il 2019, sottolinea Dombrovskis, "non sembra funzionare ed è importante per l'economia italiana che questa strategia venga corretta". Alla domanda se sia possibile trovare un punto di incontro tra Commissione e governo italiano con un deficit/Pil intorno al 2% per il 2019, il vicepresidente della Commissione Europea risponde: "Mi asterrei dal commentare dati specifici. Dove siamo è largamente noto: secondo la decisione del Consiglio di luglio l'Italia dovrebbe effettuare una correzione strutturale pari allo 0,6% del Pil, invece vediamo, secondo i piani dello stesso governo, un deterioramento dello 0,8% del Pil. Secondo le previsioni della Commissione è anche peggio, è un deterioramento pari all'1,2% del Pil. Vediamo che la differenza è molto grande. Anche la correzione che serve è molto sostanziale, ma non posso commentare ogni decimale di punto".

"Siamo in contatto con le autorità italiane e pronti a reagire se dovessero esserci grandi sviluppi riguardanti il bilancio italiano e se dovessero esserci grandi correzioni di rotta" dice Dombrovskis. "Attualmente quello che possiamo dire - ribadisce - è che c'è una sostanziale differenza tra le previsioni dell'Italia e le nostre, perché crediamo che le previsioni macro dell'Italia siano troppo ottimiste e vediamo che questa strategia, che è apparentemente intrapresa, cioè che il governo farà una politica espansiva, facilitando così la crescita economica per essere in grado di affrontare sia il deficit che il debito, in realtà non si sta concretizzando".

"Al contrario - prosegue - vediamo un aumento reale dei tassi di interesse, cosa che si trasmette all'economia reale. Vediamo difficoltà nel settore bancario, che ancora una volta limita la disponibilità del credito all'economia reale; e gli indicatori di fiducia sono in calo, cosa che potrebbe ripercuotersi sugli investimenti nell'economia italiana. Come risultato, vediamo che l'economia in realtà rallenta. E abbiamo rivisto al ribasso le previsioni di crescita dell'Italia", afferma il vicepresidente della Commissione Europea. Che spiega: "Siamo impegnati in una discussione con le autorità italiane: abbiamo concluso che una procedura per debito è giustificata e gli Stati membri hanno confermato questa conclusione. Ora la palla è nel campo dell'Italia" e vedremo "se arriveranno correzioni sostanziali al documento programmatico di bilancio 2019. Ho appena incontrato il ministro Giovanni Tria e abbiamo discusso di questo: ora dobbiamo aspettare i prossimi passi concreti da parte italiana".

In una nota pubblicata sul sito del Mef si legge che il ministro Tria e il vicepresidente della Commissione europea "hanno espresso la comune volontà di trovare al più presto una soluzione al contenzioso sulla manovra tra Roma e Bruxelles".

"Siamo nel pieno periodo di approvazione della legge di Bilancio, quindi stiamo valutando tutti gli emendamenti" ha detto il premier Giuseppe Conte, a margine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi. "Sto lavorando a tempo pieno per quanto riguarda l'interlocuzione con le istituzioni europee, ci stiamo lavorando a tempo pieno -questa mattina, stasera, domani - credo che nel volgere di qualche giorno avremo un ulteriore passaggio con le istituzioni europee". "Confido di poter pervenire a quello che è il mio massimo auspicio, il mio grande obiettivo", ovvero una "soluzione condivisa per evitare la procedura di infrazione", sottolinea Conte, mentre a chi gli chiede se ci sia la possibilità di portare il rapporto deficit/Pil sotto l'asticella del 2% replica: "Non sto lavorando a questo obiettivo, rispondo in questi termini". Esclude, poi, eventuali vertici sulla manovra con i due vicepremier Di Maio e Salvini e il ministro Giovanni Tria. "Non c'è nessun vertice, ma quale vertice? Qui si lavora sempre, non c'è bisogno mica di fare sempre vertici..." conclude.



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