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Alitalia, boccata d'ossigeno

ECONOMIA
Alitalia, boccata d'ossigeno

(Afp)

Arriva la proroga per la restituzione del prestito ponte da 900 milioni di Alitalia. Il disco verde del Consiglio dei ministri è atteso questa mattina con l'approvazione del dl semplificazioni. Una boccata d'ossigeno per la compagnia vedrà così il rinvio di sei mesi della scadenza che, dopo le precedenti proroghe, era stata fissata per il 15 dicembre prossimo. La nuova data di restituzione è fissata "entro 30 giorni dall'intervenuta efficacia della cessione dei complessi aziendali" e comunque "non oltre il termine del 30 giugno 2019".


''La proroga del prestito di sei mesi era necessaria. Alitalia è un dossier delicato ed è sul tavolo del Mise'', commenta il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli. Ed è con questo punto fermo che il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, che nel pomeriggio incontrerà i sindacati. Un appuntamento, quello fissato per le 15 al Mise, da lungo tempo richiesto dalle organizzazioni sindacali, visto che il precedente incontro si era svolto esattamente due mesi fa, il 12 ottobre scorso.

Due mesi in cui il dossier Alitalia ha visto importanti sviluppi a cominciare dal passaggio cruciale della discesa in campo delle Fs Spa con la loro offerta vincolante. E' proprio su questo che i sindacati chiederanno al governo di scoprire le prime carte. "Chiediamo - anticipa il segretario generale della Uiltrasporti - delucidazioni sulle interlocuzioni con i potenziali investitori, se ve ne sono. Chiediamo dettagli sul nuovo piano industriale, che dovrà rilanciare la compagnia e non dovrà prevedere esuberi".

In queste settimane, le Ferrovie stanno procedendo nella confirmatory due diligence, come previsto dall'offerta vincolante, mentre, come ha spiegato l'ad Gianfranco Battisti nei giorni scorsi, procede il lavoro sul nuovo piano industriale ed è in fase avanzata l'interlocuzione con grandi player internazionali. I nomi che circolano sono quelli di Delta Airlines, Easyjet mentre sullo sfondo c'è sempre Lufthansa. L'accordo con un primario partner del settore è una delle condizioni poste dalle Fs nell'offerta.

Dopo due mesi di silenzio e in assenza di quel tavolo permanente che era stato annunciato, ma che non si è concretizzato, "le risposte del Governo - dice Tarlazzi - dovranno essere puntuali. Bisogna uscire dalle dichiarazioni generiche. Non ci basta sentire che dobbiamo stare tranquilli. Perché è vero che Alitalia va meglio ma è anche vero che con il passare del tempo il suo valore patrimoniale cala e questo nessuno se lo può permettere".

Ci sono poi altre due questioni che verranno sollevate domani dai sindacati al tavolo con Di Maio. Il primo è quello relativo al rifinanziamento del Fondo di solidarietà del trasporto aereo per gli ammortizzatori sociali, che serve per tutto il settore ma di cui non c'è traccia nella legge di bilancio. Altra richiesta sono le norme con il dumping contrattuale operato dalle compagnie low cost. "Se non dovessero esserci risposte concrete sulle regole di sistema, siamo pronti - avverte infine Tarlazzi - a proclamare una mobilitazione entro la fine di gennaio per tutto il comparto".



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