"No a spaccatura in Cgil, a Paese serve sindacato unito"

ECONOMIA
No a spaccatura in Cgil, a Paese serve sindacato unito

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Al paese "non serve una Cgil spaccata" e Landini "ha archiviato da tempo una stagione oltranzista" dimostrando sia con l'ultimo rinnovo del contratto dei metalmeccanici che con l'accordo sull'Ilva "di poter essere un uomo della mediazione". E' il leader Uilm, Rocco Palombella, che con l'ex segretario generale Fiom, oggi candidato al vertice del più grande sindacato italiano, ha spartito anni di contrapposizioni, accuse, e conflitti, da Fiat a Fca, a riflettere sul prossimo congresso Cgil, conversando con l'Adnkronos.


"Sono rispettoso del travaglio e della difficoltà che sta subendo il più grande sindacato italiano e mi auguro che queste ora ci sia la possibilità di una ricomposizione interna che eviti una rottura perché a noi serve coesione. Serve al Paese e ai lavoratori soprattutto alla luce di quello che raccontano i dati sull'occupazione, l'economia e le aziende in crisi", dice ricordando come anche negli anni più bui, di maggiore scontro con la Fiom "si sia però sempre lavorato per non rompere del tutto e ritrovare la possibilità di una alleanza sul merito" come poi si è arrivati a fare con le vertenze Ilva e Whirlpool. Ed è alla luce di queste ultime esperienze, dice ancora Palombella, che "credo che Landini abbia archiviato la stagione oltranzista" dei tempi della Fca".

Da quel momento non ho avuto più nessuna difficoltà ed ho ritrovato l'uomo della mediazione che non guardava più alla politica ma al merito", aggiunge. D'altra parte, prosegue Palombella, "il sindacato non deve imitare la politica. Senza una reale autonomia infatti la politica proverà ad occupare gli spazi del sindacato ma con una gestione perdente come ha più volte dimostrato: perché la politica è costretta gioco forza a ridurre le coperture dei diritti dei lavoratori. E' per questo che il Pd è scomparso".

BARETTA, BENE DISCUSSIONE - La spaccatura interna alla Cgil ed il testa a testa Landini-Colla al vertice del sindacato "è positivo e va letto come un interessante momento di democrazia". E' Pierpaolo Baretta, ex segretario generale aggiunto delle Cisl ai tempi di Raffaele Bonanni ed ex vice-ministro all'Economia nel governo Letta a fotografare e contestualizzare così la situazione della Cgil. Fibrillazioni sindacali che Baretta conosce fin troppo bene per non sapere che alla fine del 'tunnel' c'è sempre una ripartenza. "Non credo ci sarà nessuna spaccatura in Cgil. Sono sicuro di questo, vengo da congressi che per lungo tempo, ....Carnini, Marini...si sono giocati sul filo del rasoio. Ma poi si ripartiva. Ed accadrà anche in Cgil", spiega. "Ed è un bene che si discuta ampiamente perchè la questione non è tra Colla e Landini ma sul rapporto del sindacato con la politica: se si profila cioè un sindacato dal profilo riformatore o dal profilo radicale. Oggi a mio avviso c'è bisogno di un sindacato riformatore capace di lavorare sulle contraddizioni economiche e sociali del paese, sull'uguaglianza, la cittadinanza..E' questo il nodo non il fatto che si discuta", prosegue ritrovando un po la stessa situazione in cui si dibatte il Pd che potrebbe nuovamente raccogliere le istanze di un grande sindacato. "Non sono preoccupato dalla discussione e del fatto che in questi momenti in difficoltà?le grandi organizzazioni di rappresentanza del mondo della sinistra, del mondo riformatore discutano a voce alta su quali siano il loro futuro, le loro prospettive perchè questo invece è il modo migliore per ricominciare", dice ancora. Ma se per il Pd "la crisi è dura ma non irreversibile per Leu il progetto è fallito del tutto ", annota ancora sottolineando come anche questa 'assenza' impatterà sul dibattito sindacale. "Quello di cui abbiamo bisogno", conclude senza entrare nel merito, "è una Cgil riformista".



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