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"Su Pil serve piano shock", asse Di Maio-Confindustria

ECONOMIA
Su Pil serve piano shock, asse Di Maio-Confindustria

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Sui cantieri "serve un piano shock". Lo afferma il vicepremier Luigi Di Maio, dicendosi d'accordo su quanto affermato dal presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. "Il fattore principale dell'apertura dei cantieri sia assicurarne una consegna in tempi certi - spiega - oggi abbiamo un grande problema con i tempi della burocrazia".


"Il lavoro che stiamo facendo e che dobbiamo fare, e per questo sono contento di incontrare il presidente di Confindustria Boccia, è di pianificare tutte le azioni che servono per smantellare tutta la burocrazia che ruota intorno ai cantieri italiani" su cui "serve un piano shock . Oggi la visione del nostro Paese deve essere legata alle nuove opere da creare e le opere da concludere, perché ce ne sono alcune ferme da decenni" afferma Di Maio a margine dell'evento di Coldiretti.

SALVINI - Per l'altro vicepremier, rispondendo ai giornalisti che chiedevano un commento sulle parole del presidente di Confindustria che ha definito il governo definito 'ostile', Salvini replica: sabato "ero in mezzo agli imprenditori che ci hanno ringraziato per quello che stiamo facendo, quindi punti di vista. La democrazia è bella perché è varia". E alla domanda legata alle grandi opere e alla Tav, sulla necessità espressa dal numero uno di Confindustria di aprire i cantieri prima delle elezioni europee, Salvini - a Recco - risponde: "Ci stiamo lavorando".

TAV - Ma è proprio il "rilancio" del tema Tav all'interno del governo a diventare "snervante", secondo il leader 5S Di Maio. Per questo, parlando con i giornalisti a margine dell'evento di Coldiretti, il ministro del Lavoro spiega che tornerà a parlare di alta velocità quando sarà trovata una soluzione, dicendosi certo di questo. "Parleremo di Tav quando avremo raggiunto una soluzione all'interno del Governo. Perché parlare di questo argomento ogni giorno, rilanciarcelo da una parte all'altra del campo sta diventando snervante, non tanto per noi che siamo pagati per fare questo lavoro, ma per i cittadini che non ne possono più". E "troveremo una soluzione all'interno del Governo, ma fino a quel momento io non rilancio più".

RATING - Per quanto riguarda il giudizio espresso da ultimo da Fitch sull'Italia, "adesso decideremo insieme di chi fidarci se delle agenzie di rating o del presidente del Consiglio. Io mi fido del premier" afferma Di Maio. "Le agenzie di rating in tutti questi anni hanno fatto il loro lavoro sul rating ma non esprimano giudizi politici perché - spiega- il governo è saldo e va avanti e non ci sarà nessuna sorpresa alle elezioni europee".

MANOVRA - Infine, "i nostri obiettivi di crescita e sviluppo economico ci consentono di evitare una manovra bis" conclude il vicepremier, che precisa: "Come ha detto il presidente del Consiglio dei ministri abbiamo messo già a riserva 2 miliardi di euro".



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