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Pensioni donne, allo studio bonus figli

ECONOMIA
Pensioni donne, allo studio bonus figli

(Fotogramma)

Per ora è stato limitato alla questione previdenza e a tutto quello che gira intorno a quota 100, ma il metodo potrebbe anche estendersi ad un confronto a 360 gradi. Sembra una prova tecnica di dialogo sociale, infatti, quello andata in onda oggi tra il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Il confronto, durato circa 2 ore, è stato d'altra parte valutato "positivamente" sia dai sindacati che dal governo. Certo, l'epilogo non poteva che essere "interlocutorio", come sottolineato ad una voce sola da Cgil, Cisl e Uil, ma le 'aperture' arrivate oggi dal ministero del Lavoro sarebbero, se portate a casa con una modifica al decretone, un buon viatico ad una discussione a tutto campo.


Durigon, infatti, oltre a ribadire la bontà della scelta effettuata con quota 100 avrebbe ribadito come il pensionamento con 41 anni di contributi, indipendentemente dall'età, chiesto anche dai sindacati per abbassare il requisito anagrafico di quota 100, non sia stato per nulla accantonato e "resti anzi uno degli obiettivi del governo". Non solo. Analoga disponibilità, almeno a studiare l'intervento che ha un costo considerevole (500 mln l'anno), anche sul possibile sconto contributivo di un anno per ogni figlio al pensionamento delle donne lavoratrici così come, ha spiegato ancora Durigon, sulla questione relativa all'Ape social per valutare la fattibilità tecnico/economica di un emendamento "che riveda i criteri e possa ampliare la platea dei beneficiari".

Di tutto questo comunque dovrebbe riparlarsi in un nuovo round fissato a ridosso dal via libera parlamentare al decretone con cui fare il punto sugli emendamenti accolti, verso la seconda metà di marzo. Intanto i sindacati non sembrano disposti ad abbassare la guardia sulla manovra. Dopo il successo della manifestazione del 9 febbraio scorso, infatti, Cgil Cisl e Uil torneranno a riunire, giovedì febbraio prossimo, 28 febbraio, le segreterie unitarie per "decidere come proseguire le iniziative in campo e come sostenere lo sciopero generale dei lavoratori edili fissato il 15 marzo prossimo", spiega per tutti il leader Cgil, Maurizio Landini. E sarà in quell'occasione che partirà con ogni probabilità la richiesta di un nuovo incontro con il governo per un confronto a tutto campo; non solo pensioni ma anche politiche industriali, investimenti, infrastrutture.

"Finalmente un tavolo di confronto, anche se non basta: abbiamo chiesto al governo di convocarci celermente anche sui temi della crescita e dello sviluppo. Il Paese sta andando indietro sui conti pubblici mentre la produzione industriale e il Pil rallentano", spiega la leader della Cisl, Annamaria Furlan, per la quale "quello di oggi è solo l’inizio di un percorso". "Mi auguro che il governo accolga molti degli emendamenti che abbiamo presentato oggi e ci riconvochi prima del varo parlamentare del decretone", aggiunge Furlan. Sul tavolo, infatti, i sindacati hanno posto anche la questione esodati, la pensione di garanzia per i giovani, la separazione tra assistenza e previdenza e i lavori gravosi.

Anche la Cgil guarda al prossimo incontro con il governo prima del varo finale del decretone: "Abbiamo chiesto un nuovo round prima del varo conclusivo del provvedimento e il governo ha accettato di aprire un confronto più ampio anche se al momento qualche segnale è arrivato solo sulle donne e i lavori usuranti", riassume Landini. "Sulle altre partite l’esecutivo ha detto di non avere al momento risorse disponibili. Vedremo comunque tutto nell’incontro prima del voto conclusivo in aula sul decretone", conclude dando appuntamento a giovedì prossimo quando le segreterie unitarie decideranno le prossime mosse sulla mobilitazione.

Anche per la Uil quello di oggi è solo "un primo passo", come spiega Carmelo Barbagallo della Uil. "Ora verificheremo se il governo accoglierà o meno le nostre richieste modificando quota 100", prosegue. "C’è il nostro impegno a proseguire la discussione con il governo sia sulla commissione tecnica con cui procedere alla separazione tra assistenza e previdenza e sui lavori gravosi", conclude.

Ma Durigon rassicura tutti: "Si sta lavorando a grandi passi per arrivare quanto prima a quota 41, dividere la previdenza dall’assistenza e al tempo stesso trovare una soluzione concreta anche per i giovani. Il tavolo di oggi è stato utile anche per fare il punto della situazione sui cosiddetti esodati, anche se l’Inps stesso, ad oggi, certifica che non ci sono più esodati. In ogni caso, anche per questa categoria, stiamo lavorando per trovare una strada percorribile condivisa”, riassume al termine dell'incontro.



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