Ocse boccia quota 100

ECONOMIA
Ocse boccia quota 100

(Fotogramma)

Per "stimolare una crescita sostenuta e inclusiva" l'Italia deve "abrogare le modifiche alle regole sul pensionamento anticipato introdotte nel 2019 e mantenere il nesso tra l’età pensionabile e la speranza di vita". E' l'indicazione che arriva dall'Ocse nel rapporto sull'Italia diffuso oggi. L'organizzazione ritiene che quota 100 "ridurrà la crescita nel medio periodo riducendo la partecipazione degli anziani al lavoro, peggiorerà la disuguaglianza intergenerazionale e aumenterà il debito pubblico".


REDDITO CITTADINANZA - E' netto il giudizio espresso dall'Ocse nel rapporto sull'Italia: la legge di bilancio 2019 definita dal governo Lega-M5S "punta giustamente ad aiutare i poveri, ma i suoi benefici in termini di crescita saranno probabilmente modesti, specialmente nel medio termine". In particolare, si sottolinea, il reddito di cittadinanza "stanzia importanti fondi aggiuntivi per i programmi anti-povertà, ma la sua efficacia dipenderà in modo decisivo da miglioramenti significativi nei programmi di ricerca e formazione professionale". In attesa del varo del reddito di cittadinanza, l'Italia vanta il poco invidiabile record negativo di Paese europeo con il livello più basso di lavoratori aiutati nella loro ricerca di occupazione dai centri pubblici per l'impiego, scrive l'Ocse, segnalando come con una quota di appena l'1,52% del totale l'Italia presenta un livello inferiore alla metà del Paese che occupa il penultimo posto (la Spagna con il 3,55%) e lontanissima dal vertice della classifica che vede l'Ungheria al top, dove le agenzie pubbliche aiutano quasi un quarto dei lavoratori (24,13%) seguita da Slovenia (21,27%) e Svezia (17,66%).

"ECONOMIA SI INDEBOLISCE" - Nel rapporto l'Ocse rileva che l'economia italiana "torna a indebolirsi, rallentando" dopo una recente ripresa sostenuta da "favorevoli condizioni economiche globali, politica monetaria espansiva, riforme strutturali e una prudente politica fiscale". L'organizzazione conferma la stima - diffusa a inizio marzo - di un Pil italiano in calo dello 0,2% nel 2019 e in leggera ripresa dello 0,5% nel 2020. E alla luce di una "politica fiscale espansiva e di una bassa crescita" l'organizzazione proietta per il 2019 il deficit dei conti pubblici al 2,5% del Pil dal 2,1% dello scorso anno.

"L'Italia continua a soffrire di problemi sociali ed economici di antica data" scrive l'Ocse nel rapporto, sottolineando come "il Pil pro capite reale è all'incirca lo stesso del 2000 e ben al di sotto dal suo picco pre-crisi". L'organizzazione ricorda come il livello di occupazione, sebbene sia aumentato, "resti ancora uno dei più bassi tra i Paesi dell'Ocse, specialmente per quanto riguarda le donne". Nel rapporto si lancia poi un allarme sulla "notevole crescita" della povertà assoluta fra i giovani, con un livello che "resta elevato" e che "varia notevolmente tra le regioni": in particolare i tassi di povertà "nelle regioni meridionali sono tra i più alti dell'Ue". A peggiorare la situazione - secondo l'organizzazione - il fatto che "solo una piccola parte delle prestazioni sociali (escluse le pensioni) per la popolazione in età lavorativa va alle persone più bisognose". L'Ocse segnala come in Italia - dove "la crescita della produttività è stata bassa o negativa negli ultimi 20 anni" - "la qualità del lavoro è bassa e la discrepanza tra i posti di lavoro delle persone e le loro competenze è elevata" rispetto ad altri Paesi.

GURRIA: "ECONOMIA ITALIANA UFFICIALMENTE IN STALLO" - Secondo l'organizzazione, per "stimolare una crescita sostenuta e inclusiva" l'Italia deve "elaborare un programma pluriennale di riforme istituzionali, economiche e sociali e non abrogare le importanti misure adottate negli ultimi anni". L'Ocse evidenzia poi la necessità di "accrescere la credibilità di bilancio stabilendo un piano di bilancio a medio termine nel quadro del Patto di Crescita dell’Unione Europea, mirato all’aumento costante dell’avanzo primario". "L'economia italiana è ufficialmente in stallo" sottolinea il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurría, presentando al ministero dell'Economia il rapporto sull'Italia. Gurría pone l'accento sull'elevato livello di "debito pubblico che fa correre gravi rischi alla stabilità del sistema bancario ritrovata" faticosamente con gli interventi degli ultimi anni. In Italia, rileva ancora, si registrano "notevoli disparità di reddito, persistenti e profondamente radicate, con tassi di occupazione che vanno dal 70% a Bolzano al 40% in Calabria. E il sistema fiscale e previdenziale aggrava tali disparità". Per Gurría "l'eliminazione di Quota 100 consentirebbe di liberare 40 miliardi fino al 2025, un valore vicino al 2% del Pil" italiano: una Quota 100 che "è una misura temporanea, ma da ex ministro so che non c'è niente di più permanente di una misura temporanea".

TRIA: "QUOTA 100 MISURA TEMPORANEA"- Ai rilievi formulati dall'Ocse risponde in conferenza stampa il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, spiegando che l'intervento sul sistema pensionistico definito con 'Quota 100' "non è solo una misura temporanea ma anche sperimentale perché serve ad affrontare un problema di transizione" sul mercato del lavoro. La riforma Fornero, dice il ministro, "ha creato problemi di transizione" con ricadute "di equità sociale ma anche con una interruzione del turn over naturale della forza lavoro, rallentando anche il turn over delle competenze". Quanto all'economia italiana, "stiamo adottando misure per contenere il rallentamento e tenerci in area crescita positiva anche nel 2019". "Manterremo gli obiettivi di deficit" assicura Tria. "Teniamo conto delle raccomandazioni del rapporto Ocse" anche se "non ho visto disaccordi di fondo ma riflessioni importanti" sottolinea il ministro dell'Economia.

LA NOTA DEL MEF - In una nota diffusa dopo il confronto tra Tria e Gurría il Mef scrive che la valutazione dell'Ocse sul reddito di cittadinanza "è positiva, ove inteso non come uno strumento assistenziale bensì come misura di politica attiva del lavoro". Il reddito di cittadinanza, così concepito, "consentirà infatti alla popolazione a rischio di emarginazione sociale di entrare per la prima volta o reinserirsi nel mercato del lavoro attraverso il coinvolgimento attivo in percorsi formativi e lavorativi". L’Ocse, scrive ancora il Mef, ''evidenzia alcune criticità in termini di disparità di reddito e condizioni sociali tra il Nord e Sud'' dell'Italia. In linea generale, si sottolinea nella nota, ''segnali incoraggianti si registrano sul versante degli indicatori di benessere in merito all’equilibrio fra vita privata e lavorativa, alla presenza di connessioni sociali e allo stato di salute delle persone. Aspetti per i quali l’Italia presenta valori superiori alla media degli altri Paesi Ocse''.

CONTE: "FORTE DISSENSO SU STIME OCSE" - Per il premier Giuseppe Conte "le previsioni dell’Ocse sulla crescita italiana sono tra le più pessimiste tra quelle sinora uscite: sottostimano completamente l’effetto positivo sul Pil delle misure espansive che abbiamo introdotto con la Legge di Bilancio". "Domani a Palazzo Chigi, nel corso dell’incontro con il segretario generale dell’Ocse Gurría - scrive su Facebook il presidente del Consiglio - avrò modo di confrontarmi con lui ribadendo il mio forte dissenso sulle sue stime, come abbiamo già fatto nella discussione tecnica avuta a Parigi lo scorso febbraio. Ribadirò, inoltre, che i fondamentali dell’economia italiana restano solidi pur nel quadro di un generale rallentamento internazionale". "Domani sarà l’occasione per illustrare l’attuazione della nuova fase della nostra politica economico-sociale, incentrata su un piano di investimenti e di riforme strutturali senza precedenti", conclude Conte.

DI MAIO: "AUSTERITY LA FACESSERO A CASA LORO" - Immediata la replica all'Ocse da parte del vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio. "Andiamo avanti così, con lo scopo di restituire dignità ai cittadini. Qualcuno seduto su una scrivania lontano migliaia di chilometri crede che l'Italia per ripartire debba attuare politiche di austerity? Bene, le facessero a casa loro" commenta Di Maio in un post su Facebook. L'Ocse a settembre 2018, sottolinea Di Maio, "ci chiedeva di non cancellare la Fornero. Oggi in un nuovo report scrive che bisogna subito abrogare Quota 100 perché crea debito e disuguaglianze. Poi scrive che il Reddito di cittadinanza 'incoraggia l'occupazione informale' e crea 'trappole della povertà'. Sapete cosa significa tutto questo? Che stiamo andando nella giusta direzione. Rispetto l'opinione di tutti, ma quando non perdi occasione per sparare contro il mio Paese e contro gli italiani no, mi dispiace, ma questo non lo accetto". "I nostri prossimi passi sono un abbassamento del carico fiscale alle imprese e un grande aiuto alle famiglie. No intromissioni, grazie. Sappiamo quello che stiamo facendo!" scandisce Di Maio. Poi, sempre su Facebook, il vicepremier mette in chiaro: "Siamo al governo da 9 mesi e non ci si può chiedere oggi, al primo giorno del 4 mese del 2019, di abolire una misura che abbiamo approvato 4 mesi fa perché già non sta funzionando. E' un pacchetto, è un contratto. Ci dovete lasciare il tempo di realizzarlo. Tra l'Ocse e gli italiani ascolto prima di tutto gli italiani. Il governo del cambiamento deve mantenere fede alle promesse".

SALVINI - A intervenire è anche il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini: "Quota 100 darà un lavoro sicuro a più di 100.000 giovani italiani e ne sono orgoglioso. Questo significa costruire il futuro, questa sarà vera crescita sociale ed economica".



RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.