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Banche, Di Maio e Salvini incalzano Tria

ECONOMIA
Banche, Di Maio e Salvini incalzano Tria

(Fotogramma)

Botta e risposta di governo sui rimborsi ai truffati delle banche. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, il ministro dell'Economia Giovanni Tria rassicura: le norme sui risarcimenti ai risparmiatori che hanno perso soldi in conseguenza delle crisi bancarie degli ultimi anni saranno presentate "lunedì" prossimo e saranno scritte in modo da poter "pagare tutti", ma seguendo "le regole".


A incalzarlo è però Luigi Di Maio, che prima assicura "sintonia" con il titolare del Tesoro - "sicuramente c'è sintonia ogni qualvolta lavoriamo su cose concrete per aiutare gli italiani. Se stiamo nella concretezza, in questo governo c'è sempre sintonia", dice -, per poi tenere il punto: "Aspettiamo - spiega - la riunione di lunedì con le associazioni, ma la mia linea è molto chiara e ieri abbiamo passato quattro ore in Cdm, di cui l’ultima mezz’ora sui truffati. Una mezz’ora molto intensa per dirci chiaramente che non si fanno modifiche alla norma se non c’è l’accordo con le associazioni che rappresentano queste persone che hanno perso tutti i loro risparmi per scelte scellerate del passato. Su questo c’è accordo nel governo". E ancora: "I truffati delle banche li dobbiamo risarcire direttamente senza arbitri, Lodi o giudici, visto che già ne hanno passate abbastanza. Sono contento che siamo arrivati alla conclusione che vanno risarciti tutti il prima possibile".

E sulla questione spinge l'acceleratore anche Matteo Salvini. Per il titolare del Viminale "bisogna fare bene e fare in fretta, è passato troppo tempo. Conte ha detto 'faccio io', lo faccia. Ha la mia fiducia". E ancora: "Ci pensa Conte, ha detto che ci pensa lui, lui è il nostro presidente del Consiglio, ha la nostra totale fiducia. Convoca le associazioni e risolve il problema".

TRUFFATI - A margine dell'Eurogruppo a Bucarest, nel Palazzo del Parlamento, Tria fa sapere che "presenteremo le norme che abbiamo scritto lunedì, sabato e domenica stiamo qui". Quanto ai rimborsi, "vogliamo pagare tutti, quindi bisogna fare in modo che possano essere pagati nel più breve tempo possibile" rimarca. E scongiura i contrasti con Luigi Di Maio raccontati dalla stampa nei giorni scorsi: "Abbiamo detto semplicemente che vogliamo condividere il modo migliore per pagarli il prima possibile" sottolinea Tria.

Per il ministro "sarà fatto tutto quanto in regola, saranno pagati tutti, il prima possibile. Prima si chiude questa norma e prima verranno pagati". Nel governo, aggiunge, "non ci sono posizioni differenti, stiamo cercando la norma più adatta per pagare tutti. Ovviamente bisogna pagarli secondo le regole, perché altrimenti non si possono pagare. Tutto lì". Poi, alla domanda se si senta sotto attacco da parte di un settore della maggioranza dopo gli attacchi dei giorni scorsi, risponde: "Non mi sento niente, andiamo avanti tranquillamente".

DEF - Quanto al Def, il Documento di Economia e Finanza, arriverà la settimana prossima e conterrà "obiettivi di bilancio chiari" assicura il titolare di via XX Settembre sotto le volte di marmo del gigantesco Palazzo del Parlamento, voluto da Nicolae Ceausescu. Nessuna anticipazione, però: "devo prima discutere", precisa Tria. Nel Def, spiega comunque, "ci saranno gli obiettivi di bilancio chiari e il panorama economico". Un Def con i numeri, quindi. "Senza - dice Tria - non si è mai visto. I numeri ci sono".

MOSCOVICI: "TRIA L'UOMO GIUSTO" - Verso il titolare di via XX Settembre, spende parole d'elogio il commissario europeo agli Affari Economici e Finanziari Pierre Moscovici. Visto da Bruxelles, Tria è "the right man in the right place", l'uomo giusto al posto giusto, un interlocutore "solido, affidabile e credibile", sottolinea Moscovici.

"Mi guardo bene dal dare consigli a chi dirige l'Italia. La sola cosa che posso dire è che, visto da qui, dall'Eurogruppo e dalla Commissione, il ministro Tria è un interlocutore affidabile, solido e credibile, che aiuta l'Italia e che nello stesso tempo sa discutere con i suoi partner europei - sostiene il commissario Ue -. Non è affatto una raccomandazione, non ne faccio, ma trovo che sia 'the right man in the right place, at the right moment' (l'uomo giusto al posto giusto, nel momento giusto, ndr), per il momento". "Perché - prosegue Moscovici - siamo tutti di passaggio, come ministri, ma non abbiamo ancora finito questo momento. Io lavoro bene con Tria: è stato un attore solido e comprensivo, ha aiutato molto a raggiungere l'accordo di dicembre" sulla manovra, "che è un buon accordo per l'Italia. Sono molto contento di lavorare con lui, ma non sono io che decido. E io stesso me ne andrò, a un certo momento. Bisogna sempre adottare misure per la crescita".

Oggi, a margine dell'Eurogruppo, Tria incontrerà Moscovici per "scambiarci le nostre analisi della situazione e sulla condotta da tenere nei prossimi mesi, anche se non abbiamo alcuna decisione da prendere nelle prossime settimane" spiega il commissario Ue.

BILATERALE CON DOMBROVSKIS - Oltre a Moscovici, Tria incontrerà in un bilaterale anche il vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis. Sul tavolo, temi di bilancio ed economici ma è probabile che Tria parli con il politico lettone anche delle norme in arrivo sui rimborsi ai risparmiatori truffati. Oltre a Margrethe Vestager, la commissaria alla Concorrenza, la norma rientra anche nelle deleghe di Dombrovskis (tra l'altro, comprendono la stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l'Unione dei mercati dei capitali).

Il vicepresidente della Commissione Europea, a quanto si apprende, non avrebbe comunque avuto l'obiettivo di parlare con Tria delle norme sui rimborsi ai risparmiatori prima di averle viste: l'esecutivo comunitario in genere giudica le leggi sulla base dei testi. Con l'Italia sono in corso discussioni definite costruttive sulla questione, ma le decisioni in materia spettano in primo luogo al nostro Paese, dopodiché la Commissione valuterà la compatibilità delle norme con il diritto Ue.

L'orientamento della Commissione, in particolare della Concorrenza, sarebbe comunque quello di consentire persino di rimborsare i possessori di azioni della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca (titoli non quotati in Borsa e quindi ancora più rischiosi, perché non scambiati su un mercato regolamentato), a patto però che si appuri che il danneggiato è un investitore 'vulnerabile', cioè sostanzialmente incapace di valutare il rischio che comporta investire in un'azione non quotata, e che la banca gli abbia fornito una rappresentazione non veritiera dei rischi connessi all'investimento, incorrendo così nel 'misselling', la vendita impropria.

Tutt'altra cosa sarebbe rimborsare risparmiatori finanziariamente consapevoli che avessero investito a fini speculativi, attratti dai rendimenti, finendo per perdere poi i loro soldi, visto che le azioni delle banche in questione salivano anche nei primi anni della crisi e avevano un valore fissato arbitrariamente, che, si è scoperto poi, era gonfiato: come riporta il prospetto dell'Ops (offerta pubblica di sottoscrizione, in gergo) di Bpvi, che poi non si realizzò, il processo di valutazione delle azioni della banca "presentava lacune e non avrebbe permesso di ottenere una riduzione del gap esistente tra la redditività̀ delle azioni Bpvi e la redditività̀ dell'istituto".



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