Cerca

Debito risale al 132,7%: tutti i numeri del Def

ECONOMIA
Debito risale al 132,7%: tutti i numeri del Def

(Adnkronos)

Quest'anno il prodotto interno lordo crescerà dello 0,2%, mentre nel 2020 (e nei due anni successivi) si stima un aumento dello 0,7%. Il deficit si dovrebbe attestare, nell'anno in corso, al 2,4%; mentre il debito è previsto salire al 132,7% ''pur includendo proventi da privatizzazioni pari all’uno per cento del Pil''. Questi i dati di sintesi del quadro macroeconomico programmatico contenuti nella bozza del Piano nazionale di riforme che accompagna il Def, protagonista del Cdm.

Nella tabella contenuta nel provvedimento si stima inoltre che il tasso di disoccupazione resti invariato, rispetto al quadro tendenziale, all'11% quest'anno, all'11,2% il prossimo e dovrebbe scendere al 10,9% nel 2021. Nessuna variazione anche sul fronte dell'occupazione (ula), che dovrebbe registrare una riduzione dello 0,2% quest'anno, per poi passare a una lieve crescita (+0,2% nel 2020 e +0,5% nel 2021). Nel Pnr si sostiene che l'impatto complessivo dei due decreti legge varati dal Cdm (sblocca cantieri e crescita), sarà dello 0,1% per quest'anno. 'Aiuto' che viene già calcolato nella stima del +0,2%.


L'obiettivo del pareggio dei conti, mantra dei Documenti programmatici degli anni scorsi, si fa intanto sempre più vago e più lontano. Secondo la bozza, il target dell'azzeramento del deficit non sarà raggiunto prima del 2023. "Nello scenario programmatico, l’indebitamento netto scenderebbe dal 2,4% di quest’anno al 2,1 nel 2020 e quindi all’1,8% nel 2021 e 1,5% nel 2022. Il saldo strutturale peggiorerebbe di 0,1 punti percentuali quest’anno, ma risulterebbe in lieve miglioramento al netto della clausola per eventi eccezionali. Nei prossimi tre anni, il saldo strutturale migliorerebbe di 0,2 punti nel 2020 e di 0,3 all’anno nel 2021 e nel 2022, scendendo dal -1,6% del pil nel 2019 al -0,8% nel 2022, in linea con una graduale convergenza verso il pareggio strutturale".

Dalle tabelle allegate al Def, anche la valutazione dell'impatto delle misure bandiera del governo M5S-Lega, con 'Quota 100' che avrà effetti nulli sulla crescita e pressoché inesistenti sui consumi. L'anticipo pensionistico sostenuto dal Carroccio incide sul Pil di quest'anno per lo 0,0%; il prossimo anno e nel 2021 solo dello 0,1% per poi tornare a impatto 0 nel 2022. Sul fronte dei consumi l'impatto si gioca sempre sui decimali: 0,1% quest'anno, 0,2% nel 2020-2021; e nessun effetto nel 2022. Quanto all'occupazione, nel 2019 l'inciodenza è sotto il segno negativo nel 2019 a -0,3% e nel 2020 a -0,2%; per poi invertire la rotta nel 2021 (0,1%), come nel 2022.

Quanto al reddito di cittadinanza, l'incidenza sul pil sarà dello 0,2% nel 2019 e 2020; dello 0,1% nel 2021 e dello 0% nel 2022. Sul versante dei consumi, invece si stima un effetto positivo dello 0,5% quest'anno, poi 0,2% nel 2020, e 0,1% nel 2021 e 2022. La misura dei pentastellati impatta l'occupazione dello 0,1% quest'anno per poi salire allo 0,2% nel 2020 e allo 0,4% nel 2021 e 2022.



RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.