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Boom di mamme blogger

ECONOMIA
Boom di mamme blogger

(Fotolia)

di Loredana Errico


Sono influencer, blogger o youtuber e ognuna ha le sue passioni legate al mondo kids: dal racconto della maternità all’universo bio, dai libri ai lavoretti ‘fai da te’ fino ai giochi e viaggi. Sono le mamme blogger italiane: un fenomeno che negli ultimi 10 anni ha registrato un vero e proprio boom, sfornando dei veri e proprio fenomeni della rete. In Italia sono più di 4mila le mamme digitali attive iscritte alla rete di FattoreMamma, società di consulenza e servizi di marketing e comunicazione per le aziende che si rivolgono alle mamme, che quest’anno compie 10 anni.

Si tratta di un numero consistente ma le mamme che sono riuscite a trasformare questa passione in un’attività remunerativa sono poche, come spiega all’Adnkronos, Jolanda Restano, co-fondatrice di Fattore Mamma, e autrice di Filastrocche.it. "Le mamme del network che lavorano in esclusiva con noi sono tra le 10 e le 15 e per loro ci occupiamo di tutto l’aspetto commerciale. Ci sono poi altre 35- 50 mamme con le quali collaboriamo molto e che andiamo ad attivare a seconda delle richieste dei clienti", spiega Jolanda.

La registrazione al network di FattoreMamma è gratuita e lo è anche l'evento di formazione che la società organizza ogni anno a Milano per tutte le mamme che hanno un blog o almeno un canale social.

I COMPENSI - Tolte le star del settore, come Julia Elle (disperatamentemamma) o 'The Pozzolis Family' che contano rispettivamente 840mila e 830mila follower, "quelle che guadagnano uno stipendio si contano sulle dita di una mano e sono, per intenderci, quelle 10-15 che hanno con noi l’esclusiva".

Si può andare da un paio di centinaio di euro al mese, per le mamme blogger meno assidue e che di solito fanno già un altro lavoro, fino a 1500- 2000 euro per quelle che possono contare su una bella community dai 50 ai 100mila follower. "Il web non è l’eldorado e che non passi il messaggio che sia facile" afferma Jolanda sottolineando che "come per tutte le cose bisogna essere un po’ abili e saperci fare".

L'IMPORTANZA DEI FAN - Per avere successo, spiega Jolanda "tutto dipende dal numero della community e da quanto sia pulita, ovvero se è composta effettivamente da mamme": questo aspetto "ha un valore molto alto, in quanto noi siamo molto verticali e i clienti ci chiedono di parlare direttamente con altre mamme". Inoltre, "quanto andiamo a collaborare con una mamma blogger controlliamo sempre che i follower non siano comprati. Dobbiamo essere sicuri della genuinità delle persone con le quali lavoriamo".

Per chi volesse cimentarsi in questo tipo di attività, Jolanda ha qualche consiglio: "seguire la propria passione, non sperare di guadagnare subito, crederci e guardare al web non solo come una fonte di guadagno ma anche come un'opportunità di crearsi una propria community con cui confrontarsi e crescere".

Il web però nasconde tante insidie e bisogna fare attenzione soprattutto quando si sceglie di esporre anche i bambini: "non è il mezzo ad essere pericoloso ma è l’utilizzo che se ne fa senza esserne consapevoli. Non prendi un bambino e gli dici di attraversare la strada da solo senza insegnargli come si fa. Tutti i mezzi vanno usati con attenzione".

IL CASO - Giocando si impara? Sì, e a volte capita anche che si guadagna dando vita ad un vero e proprio lavoro. E' quello che è successo a Silvia Lonardo, mamma blogger, che in compagnia dei suoi due figli Alyssa e Daniel, ha aperto il canale youtube 'Silvia & Kids', riuscendo a fare quasi 15 milioni di visualizzazioni con un solo video.

Silvia è di Roma ma vive a Rovigo e all'Adnkronos racconta: "con la nascita del mio primo figlio, Daniel, come tante altre mamme ho deciso di aprire un blog in cui raccontavo le mie nuove 'avventure da mamma'. Nasce così cosedamamme.it dove mi piaceva raccontare tutti gli aspetti più divertenti e giocosi dell’essere mamma, sdrammatizzando con vignette e parodie tutte le novità e le sfide dell’avere dei bambini".

Da sempre appassionata di giocattoli Silvia ha dato libero sfogo alla sua passione e dopo un po' "hanno iniziato ad arrivare proposte di collaborazione e alla fine il blog, nato per gioco, si trasforma in un vero e proprio lavoro". Il canale youtube "arriva molto dopo e anche in quel caso niente era stato programmato. Sia io che i bambini ci divertivamo perciò mi son detta 'perché no?'".

E così, giorno dopo giorno, la community di Silvia, Alyssa e Daniel è cresciuta: "la cosa che mi piace del nostro pubblico è che sono i bambini" che scrivono non solo per salutare 'i nuovi amici del web' ma anche per dare nuovi spunti su nuovi video da realizzare. Ci sono poi i genitori, che oltre a chiedere consigli sui giochi da comprare, si informano anche su come fare per avviare un canale youtube: "il mio consiglio? vi dovete divertire". Soprattutto se si tratta di fare video insieme ai bambini, sottolinea Silvia, "è fondamentale che non ci siano forzature o 'secondi fini'. Se lo scopo è quello di 'diventare famosi' per me si sta sbagliando in partenza".

I CONTENUTI DA CONDIVIDERE - "Seguo l’ispirazione e la voglia del momento. Non ho una scaletta né un piano editoriale, difficilmente penso in anticipo cosa fare. Quando qualcosa ci entusiasma, viene tutto naturale". Anche per quanto riguarda le collaborazioni, "sono sempre molto chiara: se i bambini non hanno voglia, non si fa niente. Non seguiamo copioni e non ci dovete stressare. Per noi è innanzitutto un divertimento e tale deve restare".

Quella di Silvia, dunque, è a tutti gli effetti una famiglia social. "Molti penseranno che ricevendo così tanti giochi, Alyssa e Daniel, siano dei bambini viziati. In realtà non è proprio così. O meglio, è vero che di giochi ne abbiamo sempre avuti molti proprio per via della mia passione per i giocattoli ma per ogni cosa nuova che arriva, una vecchia se ne va".

"I miei figli sanno di essere fortunati e sanno anche di non avere bisogno di tutto, perciò ogni mese riempiamo uno scatolone con giocattoli da donare in beneficenza o alle scuole. Alcuni li regalano ai loro amici e vedo che provano davvero piacere nel donare. Alla fine - conclude la giovane mamma blogger - credo che la quantità di giochi nelle loro camerette non sia maggiore di quella della maggior parte bambini della stessa età".



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