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Il punto sul reddito

ECONOMIA
Il punto sul reddito

(Afp)

"I dati sono al di sotto delle stime del governo. Non credo che si arriverà a 1 mln e 300mila di famiglie beneficiate. Calcolando ulteriori 80-100mila domande che arriveranno ad aprile, la stima grossolana è che si potrebbero calcolare complessivamente circa 900mila domande. Forse la realtà stimata dall'esecutivo è diversa dalla realtà: c’è una povertà non adeguatamente intercettata e valutata, probabilmente sopravvalutata". Così Massimo Bagnoli, coordinatore della Consulta dei Caf fa il punto sul reddito di cittadinanza.


I Caf hanno infatti predisposto e inviato ad oggi circa 650mila domande: un ritmo che ad aprile registra un'attività in forte rallentamento. "A fine marzo avevamo inviato 580mila domande e in questo mese ne abbiamo lavorate circa 60mila", prosegue Bagnoli. Complessivamente dunque considerando anche le domande on line e quelle inviate tramite le Poste, la stima è di 850mila domande. Se si calcola però che le domande respinte, secondo i dati del ministero del Lavoro, sono il 25% risulta che "a fine aprile inizio maggio avranno diritto al beneficio in 600mila", calcola ancora. Naturalmente le richieste anche se al rallentatore continueranno ad arrivare, aggiunge Bagnoli, "considerando sia il fatto che molti cittadini stanno aspettando di esaurire altre provvidenze, sia che il reddito di cittadinanza è ancora sconosciuto".

Riguardo all'identikit di chi ha chiesto il reddito di cittadinanza, sul totale delle domande arrivate entro metà aprile, poche quelle dai giovani mentre maggioritarie sono state quelle arrivate da chi ha tra i 45 e i 67 anni. "La lettura che si può dare è che forse in questa fase c’è una percezione maggiore del reddito di cittadinanza come misura per combattere la povertà e non a sostegno dell’occupazione", spiega Bagnoli.



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