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U4I, ecco la formula Made in Italy per trasformare idee in prodotti

ECONOMIA
U4I, ecco la formula Made in Italy per trasformare idee in prodotti

(Fotolia)

“Non c’è progresso senza innovazione”. Questa la vision di University for innovation (U4I), la fondazione costituita dalle Università di Bergamo, Milano-Bicocca e Pavia, primo progetto in Italia per la valorizzazione della ricerca interuniversitaria. (Video)


“We need to turn ideas into projects, and projects into progress”: la fondazione U4I si propone di aprire i confini della ricerca dei singoli dipartimenti agli stimoli provenienti dagli altri Atenei, favorendo lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi risultato della sinergia tra le tre Università.

Tre importanti università del nord Italia- afferma Mariacristina Rapisardi, componente della commissione brevetti dell’Università di Milano-Bicocca – sono, insieme, più potenti di una sola, e possono proporsi sul mercato e trattare con più efficienza il trasferimento tecnologico dei propri progetti di ricerca”. Ogni anno le iniziative più promettenti vengono scelte attraverso una ‘call for ideas’ e ricevono finanziamenti, a partire dalla fase di sperimentazione. “Speriamo nei prossimi anni – auspica Francesco Svelto, prorettore dell’università di Pavia – di attrarre investitori sempre più solidi, anche internazionali, e che si rinsaldi questo ponte tra le idee e l’impresa di cui in Italia c’è grande bisogno”.

Stampa 3D più sostenibile, cerotti termici di ultima generazione, passi avanti nella cura della leucemia e gallerie metropolitane più sicure: quattro i progetti individuati quest’anno a seguito del primo bando della fondazione interuniversitaria.

Il direttore alla guida delle attività della fondazione U4I è Enrico Albizzati, con esperienze nel gruppo Montedison ed in Pirelli. “Si è dato seguito – spiega Albizzati - ai progetti contraddistinti da un robusto e articolato piano di sviluppo e con maggiori possibilità di valorizzazione in tempi rapidi, con il duplice obiettivo di generare ricadute tangibili in ambito industriale e sociale e rimettere in circolo risorse per sostenere ulteriori progetti”.

Due anni è il tempo assegnato ai team di progetto per sviluppare le tecnologie, migliorarne le prestazioni e giungere alla realizzazione di prototipi che possano essere trasferiti alle imprese per migliorarne prodotti e servizi.

“Una risorsa preziosa per valorizzare la ricerca e favorire un meccanismo virtuoso di trasferimento di saperi dalle Università alle imprese e al mercato – afferma Cristina Messa, rettore dell’Università di Milano-Bicocca -. Un progetto che potrà fare da acceleratore alla crescita economica e industriale del Paese e diventare una buona pratica nel campo della ricerca applicata».

I progetti finanziati possono contare sul supporto di un team specializzato nel management dell’innovazione che consentirà di portare le nuove conoscenze dal laboratorio al mercato e al territorio, oltre che su una rete di collaborazioni con agenzie straniere dedicate alla valorizzazione della nuova conoscenza e della ricerca.

“U4I valorizza la ricerca, – ha spiegato Remo Morzenti Pellegrini, rettore dell’Università di Bergamo – e aumenta la capacità brevettuale e di creazione d’impresa dei nostri ricercatori. Sarà motore di un’innovazione globale e interconnessa che avrà benefici positivi non solo per il nostro Ateneo, ma per tutto l’ecosistema territoriale”.

Oltre mezzo milione di euro è stato impiegato per il funzionamento del progetto, 41 dipartimenti coinvolti, oltre 2000 ricercatori coinvolti, più di 100 famiglie di brevetti, e oltre 40 spin off attivi in otto diversi ambiti, Aerospaziale, Life science e biotecnologia, Agrifood, Materiali, Energia e ambiente, ICT, Industria Culturale e Mobilità sostenibile: questi i numeri del progetto. Saranno otto le tappe previste nello sviluppo delle proposte: ricerca, valutazione, proprietà intellettuale, promozione, brevetto, attivazione di spin off, attivazione di joint venture e start up, ricerca condivisa.

È un'opportunità e uno stimolo nuovo per i ricercatori delle nostre università – sostiene Fabio Rugge, rettore dell’Università di Pavia-. Non per caso nasce in un territorio ad alta intensità di atenei e imprese. È un modello che può espandersi e dare energia all'impresa italiana e prestigio alla nostra ricerca”.



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