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Nomine: stretta finale su Mef e Sace, Mazzotta in pole per Rgs

Fonti, su successore Decio finita ricerca head hunters ma partita resta aperta

ECONOMIA
Nomine: stretta finale su Mef e Sace, Mazzotta in pole per Rgs

(Di Luana Cimino) - Stretta finale sulla nomina al Mef . Potrebbe arrivare già lunedì il via libera al nuovo Ragioniere generale dello Stato, dopo la dipartita di Daniele Franco tornato in Banca d'Italia come vice direttore. In pole per la poltrona più importante della Rgs, l'alto dirigente considerato il numero Due in pectore di Franco, Biagio Mazzotta. Formazione romana con laurea in Economia alla Sapienza, l'attuale ispettore generale del Bilancio della ragioneria generale dello Stato resta il nome più accreditato per l'organo chiamato a garantire la corretta programmazione e la rigorosa gestione delle risorse pubbliche. Perde quota invece l'ipotesi di Alessandra Dal Verme, attuale capo di un altro ispettorato generale, quello per gli affari economici.


Tra i compiti più onerosi del nuovo Ragioniere generale la bollinatura delle coperture della Finanziaria del prossimo autunno, esercizio tutt'altro che facile in un contesto di scarsa crescita, ambizioni della politica e vincoli Ue.

Il nome del Ragioniere generale, come per gli altri capi dei quattro dipartimenti del Mef, viene scelto dal ministro dell'Economia tra i dirigenti interni di massimo livello e deve poi ottenere il via libera del Consiglio dei ministri e del Quirinale. Con la nuova nomina in Rgs passa a tre il numero degli attuali capi di Dipartimento scelti da Tria, dopo Alessandro Rivera, direttore generale del Tesoro, e di Renato Catalano, capo del dipartimento dell'Amministrazione generale. Fabrizia Lapecorella, attuale direttore generale delle Finanze era invece già in carica nei precedenti governi.

Appare invece più incerto l'esito della partita per Sace, anche se si punta a trovare entro la settimana prossima una soluzione. Si punterebbe ad una riconferma del presidente Beniamino Quinteri, che ha un rapporto di lunga data con il ministro dell'Economia, Giovanni Tria. Per quanto riguarda l'ad, Alessandro Decio, invece, continua a prendere quota l'ipotesi di un avvicendamento.

A quanto apprende l'Adnkronos, la ricerca degli head hunter assoldati da Palermo per trovare il successore dell'ad sarebbe conclusa. Ma dopo diversi mesi ancora non è stata presa nessuna decisione e Decio sarebbe persino pronto all'atto estremo di non dare più la disponibilità a proseguire il mandato se non si pone fine ai rumors e allo stillicidio del toto-nomine.



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