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Sì alla Tav scalda Confindustria

ECONOMIA
Sì alla Tav scalda Confindustria

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Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia affronta la spinosa questione Tav, ricorda gli Stati generali di Torino il 3 dicembre scorso e scatena il fragoroso applauso dell'assemblea generale. "Ci siamo riuniti per ribadire ad alta voce tre sì: alla Tav, alle infrastrutture e alla crescita" dice tra gli applausi della folta platea, che gli tributa un forte consenso anche nei passaggi relativi all'urgenza di riaprire i cantieri e alla non neutraità delle parole della politica sullo spread.


"Le parole di chi governa non sono mai neutre: influenzano le decisioni di investitori, imprenditori e famiglie" ammonisce tra gli applausi e rivolto anche alla folta pattuglia di governo presente in sala guidata dal premier, Giuseppe Conte.

I tre sì ad alta voce, sottolinea Boccia, servono "perché un Paese che non si collega alle grandi reti infrastrutturali europee e mondiali ipoteca il suo futuro e condanna i suoi cittadini all'isolamento" dice, ribadendo la necessità e l'urgenza, dal palco dell'assemblea generale, di "riaprire i cantieri".

La platea confindustriale apprezza anche le parole che il leader degli industriali spende sull'immigrazione. "Davvero pensiamo che la soluzione sia chiudere le frontiere? Noi no" dice raccogliendo il consenso del catino dell'auditorium del Parco della Musica.

E la platea 'condivide' anche l'appello all premier Conte sull'Europa. "Signor presidente del Consiglio ci renda protagonisti da italiani della più grande stagione riformista europea. Chieda più Europa ma migliore, chieda un'Europa più unita", dice tra gli applausi che si fanno però molto più intesi quando Boccia stigmatizza l'invadente uso dei social e la corsa al "Like" alla ricerca di una popolarità. Un "presentismo imperante che è una malattia molto grave perché impedisce di vedere oltre il finire del giorno".

Poi standing ovation finale: il tributo della platea degli industriali all'intervento del leader di viale dell'Astronomia dal palco dell'Assemblea annuale, alla sua ultima relazione da presidente. Un lunghissimo applauso innescato dal past president Luigi Abete e tutti in piedi per il tributo di fine mandato.



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