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Nuova Castelli, Scordamaglia: "è allarme per Lactalis"

ECONOMIA
Nuova Castelli, Scordamaglia: è allarme per Lactalis

(Foto Fotogramma)

L'interesse di Lactalis per Nuova Castelli, primaria azienda della commercializzazione e dell'export del Parmigiano Reggiano, secondo recenti indiscrezioni di stampa, allarma il numero uno di Filiera Italia Luigi Scordamaglia. "Nessun preconcetto nei confronti di capitali esteri soprattutto quando investono in aziende che hanno bisogno di essere rilanciate, tanto è vero che il fondo britannico Charterhouse Capital Partners ha già l’80% di Nuova Castelli - afferma all'Adnkronos - ma una cosa è parlare di soci finanziari, un'altra è parlare di un'azienda come Lactalis che essendo del settore può acquisire il know how, la tecnologia, il saper fare italiano, per poi andare a produrre da altre parti prodotti simili, e magari il Parmesan, laddove le normative internazionali non ci tutelano adeguatamente".


Il Parmigiano Reggiano, oltre a essere un fiore all'occhiello dell'export made in Italy "è in assoluto il più colpito dall'Italian sounding" rammenta Scordamaglia. Il gigante lattiero-caseario francese Lactalis controlla già Parmalat ma "la situazione oggi è diversa" afferma "oggi ci sono aziende del settore più grandi e soprattutto c'è finalmente un sistema di cui Cdp è un attore importante che sta dimostrando di essere pronto a sostenere la crescita di imprese nazionali". L'ausipico del numero uno di Filiera Italia è comunque che si trovi una soluzione alternativa, che qualche azienda con azionariato italiano si faccia avanti".

Di tutt'altra opinione è la Fai Cisl che oggi è intervenuta sul tema. "Tutelare l’agroalimentare nostrano è un fattore chiave per il Made in Italy nel mondo e la nostra identità, ma la vicenda Lactalis dimostra che servono meno slogan allarmistici e più fatti concreti per sostenere il lavoro e le nostre produzioni" afferma all'Adnkronos il segretario generale della Fai Cisl, Onofrio Rota.

"Le informazioni sugli interessi di Lactalis, sono ancora vaghe. Bisogna insomma comprendere – spiega Rota – se la multinazionale francese sarà in grado di entrare nel capitale della Nuova Castelli, azienda leader nell’esportazione del Parmigiano Reggiano e già di proprietà estera, implementando gli investimenti e le esportazioni, incrementando posti di lavoro in Italia e aprendo a nuovi spazi di mercato: in questo caso parlare di svendita del Made in Italy sarebbe una presa in giro per gli italiani".



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